La tutela dell’acqua come sfida ambientale, ma anche sociale ed economica. In occasione della Giornata internazionale dell’acqua, il Consiglio Valle ha ospitato un dibattito che ha messo al centro la gestione di una risorsa sempre più strategica per il futuro della Valle d’Aosta.
Ad aprire il confronto è stato il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra-AVS, Andrea Campotaro, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un cambio di paradigma: "Il tema non è più se il cambiamento climatico esista, ma se siamo in grado di affrontarlo. Questo implica una revisione del nostro modello di sviluppo". Campotaro ha sottolineato come non bastino dichiarazioni di principio, ma servano scelte concrete: dalla riorganizzazione del turismo alla revisione del sistema energetico, fino alla costruzione di modelli più resilienti. "Proteggere l’acqua – ha aggiunto – significa salvaguardare ciò che abbiamo di più prezioso, con un impegno collettivo e quotidiano".
Nel corso del dibattito è intervenuto anche l’assessore all’Ambiente, Davide Sapinet, che ha ricordato il lavoro già avviato a livello regionale: "Lo scorso luglio il Consiglio ha approvato il Piano di tutela delle acque, che rappresenta un punto di partenza fondamentale per una gestione più efficiente e sostenibile". Sapinet ha evidenziato l’attività del comitato direttivo, riunitosi il 10 marzo, impegnato su temi cruciali come l’utilizzo dell’acqua potabile in agricoltura, il settore idroelettrico e la gestione del territorio in un contesto in rapido cambiamento.
Sul fronte delle abitudini di consumo e delle criticità infrastrutturali si è soffermato il consigliere di Fratelli d’Italia, Massimo Lattanzi: "L’Italia è tra i Paesi europei che consumano più acqua in bottiglia, nonostante l’elevata qualità dell’acqua potabile". Un dato che si accompagna a quello delle perdite nella rete idrica: circa il 40% a livello nazionale e il 25% in Valle d’Aosta. "Serve un grande lavoro di monitoraggio – ha osservato – perché non è una questione politica, ma di sopravvivenza". Da qui anche un invito a privilegiare l’acqua del rubinetto.
Il tema si intreccia inevitabilmente con quello energetico, come ha ricordato il consigliere di AdC, Marco Carrel: "In Valle d’Aosta parlare di acqua significa parlare anche di energia pulita, del nostro 'oro blu'". Una risorsa che sostiene investimenti rilevanti per il territorio e che richiede, secondo Carrel, un quadro normativo chiaro, capace di valorizzarla in un’ottica autonomista e pragmatica.
A chiudere il giro degli interventi è stato il consigliere del Centro Autonomista, Marco Vierin, che ha richiamato l’importanza di un duplice approccio: "Da un lato comportamenti più virtuosi da parte di tutti, dall’altro politiche che tengano conto delle specificità della Valle d’Aosta e delle esigenze dei cittadini".
Dal confronto emerge una consapevolezza condivisa: la gestione dell’acqua non è più solo una questione tecnica, ma una delle principali sfide per il futuro del territorio, tra sostenibilità, sviluppo e autonomia.


i.d.



