Ha detto male per la seconda volta la Valle d'Aosta al 46enne Vincenzo Santone, residente a San Prisco, nel casertano, di mestiere truffatore per espressa sua ammissione ("andiamo dove ci stanno i soldi" disse il 23 maggio scorso, in una cella di sicurezza, al carabiniere della Compagnia di Chatillon/Saint-Vincent che gli aveva chiesto perché sciropparsi 800 chilometri a bordo di un'auto noleggiata per venire a tentare truffe a pensionati valdostani). Arrestato a St-Vincent dai carabinieri per una truffa commessa il 22 maggio 2025 a danno di una coppia di anziani, quella volta Santone aveva patteggiato cinque mesi di detenzione domiciliare insieme al suo complice 23enne Francesco Natale, di Napoli.
Questa mattina, il giudice del tribunale di Aosta Marco Tornatore ha invece inflitto a Santone (assistito dai legali Gianfranco Sapia di Aosta e Goffredo Grasso di Santa Maria Capua Vetere) una condanna a due anni di carcere e l'ordine di restituzione della somma sottratta alla vittima di un'altra truffa, commessa a Saint-Marcel due giorni prima di quella messa a segno a St-Vincent. Un'anziana gi aveva consegnato denaro e monili per un valore di 6.000 euro, convinta di pagare una sorta di 'cauzione' per evitare il carcere al figlio 'colpevole' di aver provocato un grave incidente stradale. Poco prima era stata contattata telefono da un uomo che si era spacciato per ufficiale dei carabinieri e lei gli aveva creduto.
Quello stesso giorno la donna, dopo aver rintracciato il figlio e aver scoperto di essere stata truffata, aveva sporto querela ai carabinieri di Nus. Il maresciallo Roberto Nossein, comandante di stazione, aveva rapidamente individuato la vettura utilizzata da Santone, auto già sotto osservazione per altre segnalazioni e immagini di videocamere di sorveglianza che l'avevano immortalata in zone della Valle colpìte dai malviventi. Riscontri incrociati, appostamenti e, il 22 maggio, l'arresto a St-Vincent con il seguente avvio dei diversi procedimenti giudiziari.


pa.ga.



