Economia | 09 marzo 2026, 07:04

Ferrovia Chivasso–Ivrea–Aosta, appello per il raddoppio dei binari

Ferrovia Chivasso–Ivrea–Aosta, appello per il raddoppio dei binari

Il raddoppio dei binari della ferrovia Chivasso–Ivrea–Aosta torna al centro del dibattito politico e territoriale, anche se l’incontro promosso a Ivrea nei giorni scorsi per discutere il futuro della linea ha registrato un’assenza che non è passata inosservata: quella degli assessori regionali ai Trasporti di Piemonte e Valle d’Aosta.

 

L’occasione è stata una riunione svoltasi al Movicentro di Ivrea, dove si sono confrontati i consiglieri regionali valdostani di Avs Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro con i colleghi Avs e M5S dell'Assemblea piemontese e del Comune di Ivrea insieme a rappresentanti delle liste civiche 'Viviamo Ivrea' e 'Laboratorio Civico Ivrea', delegati sindacali e associazioni attive sui temi della mobilità e dell’ambiente. L’obiettivo era fare il punto sui lavori in corso e sugli interventi necessari per potenziare una linea ferroviaria considerata strategica per i collegamenti tra il Canavese e la Valle d’Aosta.

 

Tra gli interventi già avviati figurano l’elettrificazione della tratta Ivrea–Aosta e l’ammodernamento tecnologico e funzionale di alcune stazioni del Canavese, opere che dovrebbero migliorare la capacità e la qualità del servizio ferroviario. Proprio su questi lavori i partecipanti hanno sottolineato la necessità di rispettare le scadenze: i cantieri nelle stazioni di Strambino e Montanaro dovrebbero concludersi entro il 26 aprile, mentre la riapertura della tratta Ivrea–Aosta è programmata per inizio dicembre 2026.

 

Ma il tema centrale del confronto è stato il potenziamento infrastrutturale della linea, a partire dal raddoppio dei binari, in particolare nel tratto tra Ivrea e Chivasso, senza escludere interventi anche in Valle d’Aosta. Il binario unico, è stato sottolineato, rappresenta un limite pesante: riduce la capacità della linea, rallenta la velocità dei treni e aumenta il rischio di ritardi e disservizi.

 

Nel corso dell’incontro è stata però evidenziata anche una situazione di stallo progettuale. Il protocollo d’intesa firmato nell’ottobre 2024 tra le Regioni Piemonte, Valle d’Aosta e Rete Ferroviaria Italiana-RFI per individuare gli interventi di potenziamento della linea non avrebbe infatti prodotto risultati concreti. In particolare non è ancora disponibile il “quadro esigenziale”, lo studio che dovrebbe definire i bisogni del trasporto ferroviario nei prossimi decenni e che RFI avrebbe dovuto completare entro giugno 2025.

 

Proprio questo ritardo è stato indicato dai promotori dell’iniziativa come uno dei segnali di scarso impegno delle due Giunte regionali sul futuro della ferrovia, un’impressione rafforzata – secondo i partecipanti – dall’assenza all’incontro degli assessori regionali competenti per i Trasporti.

 

Da parte di tutti è emersa la volontà di coordinare le iniziative politiche e territoriali per arrivare finalmente alla fase operativa della progettazione del raddoppio ferroviario. Un coordinamento che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe coinvolgere anche i consiglieri del Partito Democratico, le amministrazioni dei comuni attraversati dalla linea, i sindacati e le associazioni del territorio.

 

Il prossimo passo potrebbe essere una nuova riunione a Ivrea, con l’obiettivo di allargare il fronte di sostegno alla proposta e accelerare il percorso verso il potenziamento della ferrovia che collega Canavese e Valle d’Aosta.

pa.ga.