Nel Consiglio comunale del 25 febbraio scorso il Comune di Chamois ha approvato il bilancio di previsione 2026–2028. Un passaggio amministrativo importante, ma che non ha esaurito il confronto politico, anzi: proprio attorno a quella seduta si è riacceso il dibattito sull’assetto di governo del piccolo Comune valdostano senz'auto.
Affferma una nota dei consiglieri di minoranza Roberto Rigollet, Claudia Valabrega e Simone Cecchetto' del gruppo 'Perla Alpina', nel corso della discussione il tema centrale non sarebbe stato il documento contabile in sé, quanto la situazione istituzionale dell’Amministrazione comunale, definita da alcuni osservatori sempre più "fragile e opaca".
"Alla seduta consiliare non era presente il sindaco Ducly, che detiene anche la delega al Bilancio", affermano i consiglieri. Un’assenza che, secondo quanto evidenziato da una nota della minoranza, non rappresenterebbe un episodio isolato: la mancata partecipazione del primo cittadino si sarebbe infatti verificata anche in altre sedute di Giunta e di Consiglio, soprattutto quando all’ordine del giorno figuravano questioni riguardanti Chamois Servizi, la società partecipata interamente dal Comune.
Alla base della situazione vi sarebbe un potenziale conflitto di interessi. Un parere legale di parte, insieme alle valutazioni del segretario comunale e del revisore dei conti, avrebbe infatti evidenziato l’incompatibilità tra il ruolo istituzionale del sindaco e quello di capo servizio all’interno della stessa società partecipata.
Per questo motivo al primo cittadino sarebbe stato richiesto di astenersi dalle decisioni che riguardano direttamente la società: tra queste il bilancio, i trasferimenti comunali, la gestione del trasporto pubblico e le nomine negli organi societari. In queste circostanze le funzioni operative passano al vicesindaco, Alberto Cialdella, al quale sarebbero state conferite tutte le deleghe relative a Chamois Servizi. Tra queste rientrano anche competenze normalmente attribuite al sindaco, come l’esercizio dei diritti del socio e la nomina degli amministratori e dei componenti del collegio sindacale della società partecipata.
Un assetto che, secondo chi solleva il tema, pone una questione di fondo: chi governa realmente Chamois quando le decisioni più rilevanti riguardano la società controllata dal Comune? Il punto, più che giuridico, diventa quindi politico e istituzionale. Se il sindaco è costretto ad allontanarsi dall’aula o ad astenersi ogni volta che si discutono temi centrali per l’amministrazione comunale, ci si chiede quale sia la reale guida politica dell’ente. In questo contesto si inserisce anche la discussione sul bilancio appena approvato. Secondo l'opposizione, non sarebbe opportuno chiedere al Consiglio comunale di approvare un documento fondamentale come il bilancio in una situazione in cui la guida politica del Comune risulta, di fatto, assente su alcune delle questioni più delicate.


pa.ga.



