Marzo 2026 porta con sé un cielo in trasformazione, segnato dall’ingresso nella primavera astronomica e da un progressivo allungamento delle giornate. È un mese di passaggio, in cui la luce cambia ritmo e la volta celeste si riorganizza: l’Equinozio di Primavera del 20 marzo rappresenta il punto di equilibrio tra notte e giorno, mentre la Luna Nuova del 19 regala una seconda metà del mese particolarmente favorevole alle osservazioni del cielo profondo.
Il Sole attraversa la costellazione dell’Acquario fino al 12 marzo, per poi entrare nei Pesci, dove avviene l’equinozio. Nel corso del mese la durata del giorno cresce di quasi un’ora e mezza, un incremento netto che si percepisce sera dopo sera. Il passaggio all’ora legale, nella notte tra il 28 e il 29 marzo, amplifica ulteriormente questa sensazione di risveglio luminoso.
La Luna accompagna questo cambiamento con le sue fasi principali: la Piena del 3 marzo, chiamata Luna del Verme dalle tradizioni native americane e Luna della Quaresima nella cultura europea, segna simbolicamente l’ultima Luna piena dell’inverno. L’11 marzo arriva l’Ultimo Quarto, mentre il Novilunio del 19 apre una finestra ideale per osservare galassie e nebulose senza disturbo luminoso. Il ciclo si chiude con il Primo Quarto del 25 marzo, che riporta una falce luminosa nel cielo serale.
Il panorama planetario è altrettanto dinamico. Mercurio, inizialmente inosservabile per la congiunzione con il Sole del 7 marzo, torna timidamente nel cielo del mattino verso fine mese, raggiungendo la sua migliore visibilità il 28, quando sorge quasi un’ora prima del Sole. Venere domina invece le sere di marzo: è l’astro più brillante del cielo occidentale e attraversa un tratto ricco di costellazioni, dall’Acquario ai Pesci, sfiorando la Balena e dirigendosi verso l’Ariete negli ultimi giorni del mese. Marte rimane molto basso sull’orizzonte orientale e quasi invisibile, mentre Giove continua a brillare nelle prime ore della notte, alto a sud‑ovest, prima di tramontare. Saturno conclude il suo lungo periodo di osservabilità serale e, avvicinandosi alla congiunzione con il Sole del 25 marzo, diventa sempre più difficile da individuare.
Le congiunzioni di marzo offrono momenti particolarmente suggestivi. L’8 marzo Venere e Saturno si avvicinano nel cielo del tramonto, bassi sull’orizzonte occidentale. Il 17 marzo, all’alba, una sottilissima falce di Luna calante sorge insieme a Marte e Mercurio, un incontro delicato e fugace nella luce crescente del mattino. Il 20 marzo, proprio la sera dell’equinozio, la Luna crescente si affianca a Venere nei Pesci, mentre il 26 marzo la Luna oltre il Primo Quarto si inserisce tra Castore, Polluce e Giove, disegnando una scena luminosa nella costellazione dei Gemelli.
Le costellazioni raccontano con chiarezza il cambio di stagione. Le grandi figure invernali — Orione con la sua cintura, il Toro con Aldebaran, l’Auriga con Capella, i Gemelli con Castore e Polluce — si inclinano verso sud‑ovest e si avviano al tramonto anticipato. A est emergono invece le costellazioni primaverili: il Leone con Regolo, la Vergine con Spica e il Cancro con l’ammasso del Presepe. A nord restano ben visibili l’Orsa Maggiore, Cassiopea e il Perseo, punti di riferimento costanti nel cielo boreale.
Marzo è anche un mese interessante per le meteore, non per grandi sciami spettacolari ma per un’attività diffusa e costante. Le Virginidi, un complesso di sciami minori con radianti distribuiti nella costellazione della Vergine, animano il cielo con una presenza discreta ma continua. La Luna Piena del 3 marzo penalizza la prima parte del mese, ma la fase di Luna Nuova del 19 apre una finestra ideale tra il 17 e il 23 marzo: in una notte limpida e senza Luna, un osservatore esperto può registrare fino a 10–15 meteore all’ora, tra componenti strutturate e sporadiche.
Marzo 2026 è dunque un mese di transizione e di movimento, in cui la volta celeste si rinnova insieme alla stagione. Le notti si accorciano, ma diventano più ricche di fenomeni.
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