A qualche giorno dalla 'scazzottata' avvenuta la mattina del 19 febbraio scorso all’autostazione di via Carrel, ad Aosta, interviene uno dei protagonisti dell’episodio: l’autista della Svap coinvolto nello scontro con un giovane che frequenta abitualmente la zona.
Quel mattino, come riportato da Laprimalinea, polizia e carabinieri erano intervenuti per sedare una colluttazione degenerata davanti a diversi testimoni. Un video, ripreso con un cellulare, aveva iniziato rapidamente a circolare sui social.
Ora l’autista ha fornito alla nostra testata la sua versione dei fatti: "Tutto è iniziato quando un ragazzo mi ha chiesto una sigaretta; io ho risposto che non avevo sigarette da dargli, lui si è allontanato, poi è tornato indietro e ha iniziato a insultarmi in modo minaccioso". Da lì, secondo il suo racconto, la situazione sarebbe precipitata: "È passato dalle parole ai fatti. Mi ha aggredito e io mi sono dovuto difendere".
L’uomo riferisce di aver sporto querela nei confronti del giovane. Ma, oltre all’episodio in sé, punta il dito contro un clima che definisce di “rassegnazione”. "Ho avuto la sensazione, sia quel giorno, quando sono arrivati i carabinieri, sia quando mi sono recato in caserma per formalizzare la querela, che ci sia una sorta di abitudine, se non addirittura di rassegnazione, a queste situazioni che anche ad Aosta stanno diventando quotidiane".
Parole che aprono un fronte più ampio rispetto alla singola lite; secondo l’autista e non è l'unico ad avere tale convinzione, l’area dell’autostazione e del parcheggio sotterraneo sarebbe da tempo frequentata da soggetti “nullafacenti e pericolosi” che avrebbero “preso d’assedio” gli spazi pubblici, creando tensione tra lavoratori e utenti. La richiesta è chiara, per il dipendente della Svap: "Servono misure preventive e punitive. Non si può aspettare che qualcuno si faccia male seriamente".
L’episodio del 19 febbraio non è isolato nel panorama delle segnalazioni che riguardano alcune zone sensibili del capoluogo. L’autostazione, snodo centrale per studenti, pendolari e turisti, rappresenta un punto strategico della città e proprio per questo, secondo chi vi lavora quotidianamente, richiederebbe un presidio costante. Resta ora da capire se e quali sviluppi avrà la querela presentata e, al di là dell’eventuale responsabilità individuale, se verranno valutate misure di controllo o prevenzione più incisive nell’area.


pa.ga.



