Attualità | 03 marzo 2026, 07:55

Quartiere Cogne, il Comitato diffida l'Arer; 'cantieri tra rifiuti, guasti e costi scaricati sugli inquilini'

Quartiere Cogne, il Comitato diffida l'Arer; 'cantieri tra rifiuti, guasti e costi scaricati sugli inquilini'

Nuove tensioni al quartiere Cogne di Aosta per la ripresa dei cantieri negli alloggi popolari “Case Giacchetti”. Il Comitato 'Una Casa per Tutti', che rappresenta gli inquilini del complesso, ha inviato una formale diffida all’Ared Valle d'Aosta, chiedendo interventi immediati per porre fine ai disagi legati ai lavori in corso.

La lettera, firmata dal presidente Luca Ferrari e dal vicepresidente Carmelo Scirè e datata 24 febbraio, è stata inviata per conoscenza anche al Coordinatore del Dipartimento Infrastrutture e Opere Pubbliche, al sindaco di Aosta, Raffaele Rocco e al presidente del Consiglio comunale, Luca Tonino e ai gruppi consiliari.

Dai cartelli di cantiere affissi nell’area emerge che gli interventi riguardano lavori di manutenzione straordinaria per rendere nuovamente assegnabili alloggi ERP sfitti, per un importo complessivo di 960 mila euro, nonché l’adeguamento funzionale degli impianti idrici e di scarico presso il fabbricato Case Giacchetti', di proprietà e/o gestito da Arer. Interventi che, secondo il Comitato, starebbero però generando “una grave compromissione dei servizi essenziali, della sicurezza e del decoro comune”, oltre a un presunto utilizzo improprio di risorse condominiali a carico degli inquilini.

Rifiuti, ascensori guasti e portoni aperti

Nel dettaglio, la diffida segnala l’inadeguatezza del servizio di pulizia, che continuerebbe a essere addebitato nonostante – si legge – le attività di cantiere ne rendano di fatto nullo l’effetto. Viene inoltre denunciata la presenza di sfridi, calcinacci e scarti di lavorazione abbandonati nei piazzali e nelle aree verdi del cortile, anche sotto le alberature.

Altro punto critico riguarda gli ascensori, che sarebbero utilizzati dalle maestranze per il trasporto di materiali pesanti, con conseguenti frequenti guasti. I portoni di ingresso, sempre secondo quanto riportato, non si chiuderebbero correttamente, esponendo lo stabile a rischi per la sicurezza. Il Comitato contesta anche l’addebito delle spese per la manutenzione del verde, ritenendo che il servizio non venga effettivamente svolto a causa del degrado legato al cantiere.

“La corrente la pagano gli inquilini”

Tra gli aspetti più delicati sollevati nella lettera vi è l’utilizzo della corrente elettrica condominiale per alimentare macchinari e attrezzature di cantiere. Secondo i firmatari, le ditte appaltatrici si allaccerebbero abitualmente al contatore comune delle scale, con un aggravio diretto dei costi in bolletta a carico dei residenti.

Il Comitato richiama gli articoli 1575 e 1576 del Codice civile, secondo cui il locatore deve garantire il pacifico godimento dell’immobile e farsi carico delle spese di manutenzione straordinaria, parlando di possibile “indebito arricchimento” in relazione all’uso delle utenze condominiali per finalità di cantiere.

Le richieste: sospensione oneri e data certa di fine lavori

Richiamando anche i principi di trasparenza amministrativa previsti dalla legge 241 del 1990, il Comitato chiede la sospensione immediata del pagamento degli oneri accessori per pulizia e verde; lo storno o ricalcolo dei costi elettrici condominiali per tutta la durata del cantiere; la rimozione dei rifiuti dalle aree comuni e la cessazione degli allacci alle utenze condominiali; la comunicazione di una data certa per la conclusione dei lavori, ritenuti già oltre i 2-3 mesi prospettati durante una riunione del 3 febbraio.

Il Comitato rende noto di aver già raccolto le firme della totalità degli inquilini e di essere pronto a produrre la documentazione alle autorità o in sede legale qualora la diffida dovesse rimanere senza riscontro.

pa.ga.