Cultura | 08 dicembre 2023, 07:48

Uncem, 'valdostani montanari sì o no? Facciamo chiarezza...'

Jean Barocco

Jean Barocco

"Consiglierei al presidente dell’associazione valdostana impianti a fune-Avif, Ferruccio Fournier, un po’ di prudenza prima di trarre conclusioni affrettate sui dati, comunque interessanti e in un certo verso preoccupanti, rilevati dall’associazione". Commenta così Jean Barocco, delegato valdostano e consigliere nazionale dell'Unione nazionale comuni comunità enti montani-Uncem, le dichiarazioni rese ieri alla stampa locale da Fournier circa la 'latitanza' dei valdostani dalle piste di sci dei comprensori regionali. 

"Certe dichiarazioni, riportate da alcuni organi di stampa, sono un po’ 'veloci'  - afferma Barocco -  come quella secondo cui 'i valdostani sciano poco'... e 'se non conoscono il territorio anche le scelte della Regione in termini di investimento non vengono capite' o ancora  'La Valle d’Aosta è sicuramente una regione di montagna, ma i valdostani ho dei dubbi siano montanari'". Per Barocco queste affermazioni "sono, se posso permettermi, poco efficaci per attrarre nuovi clienti del cosiddetto mercato interno, per un industria importante che crea lavoro e ricchezza per la Valle d’Aosta".

E se fosse nei panni di Fournier l'esponente Uncem sottolinea che "soprattutto non mi addentrerei in giudizi sulla conoscenza o meno dei miei concittadini, delle politiche e investimenti regionali, terreno alquanto periglioso...sarebbe sufficiente ricordare il risultato di certi referendum".

Sul punto 'valdostani montanari si, nontanari no', Barocco ritiene che "i Valdostani siano dei montanari forse non secondo gli stereotipi di un tempo  e siano orgogliosi di vivere in una terra bellissima, che però come il resto del mondo, vive anch’essa, e ha vissuto in questi ultimi anni, fenomeni complessi, anche se forse attutiti".

Fenomeni come "una pandemia epocale, i cambiamenti climatici, la crisi economica e poi l’elenco si farebbe lungo. I valdostani, quindi, si sono dovuti confrontare con problemi un po’ più delicati del solo 'vado o non vado a sciare'. I valdostani conoscono il loro territorio, senz’altro la conoscenza è da migliorare, ma non la legherei al fatto che sciino poco quindi non conoscono la Valle".

Il consigliere nazionale Uncem invece sottolinea "il successo che hanno avuto e che hanno in questi anni tra i valdostani le gare estive di sky running, attraverso le nostre montagne, anche in luoghi non così 'à la page'. Oppure per uscire dall’ambito sportivo, sono interessanti i numeri dei giovani che si avvicinano alle professioni della montagna. Come poi dimenticare, i giovani che incontriamo ancora nel settore agricolo, dalla viticoltura all’allevamento e nel turismo. Giovani che animano le nostre tradizioni come la Bataille des Reines, ma conducono aziende moderne e razionali. Oppure studenti dell’institut agricole e dell’école hôteliere che si cimentano per esempio nella ricerca e in concorsi internazionali, utilizzando i prodotti del nostro territorio con ottimi risultati".

E ancora: "Giovani donne che ricoprono incarichi importanti nel mondo agricolo, insomma tutti giovani che si confrontano con il territorio e soprattutto cercano di capirlo".

"Interessante" e "da meditare" per Barocco è  infine, "tra i vari dati enucleati dall’associazione impianti a fune, il dato dei giovani studenti che partecipano alla 'giornata sugli sci'. Di questi il 54 % preferiscono l’attività dello sci nordico. Questo dato è forse  la spia di due fattori: senz’altro uno è economico, infatti lo sci nordico è uno sport meno caro, il secondo, si tratta di uno sport che permette un approccio alla natura diverso e più vicino alle sensibilità dei bambini e dei ragazzi".

pa.ga.

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