È 'Nicole, Nicole' della regista svizzera Lauren Dällenbach il miglior lungometraggio della sedicesima edizione di FrontDoc, il Festival internazionale del cinema di frontiera che per una settimana ha portato ad Aosta e sul territorio oltre quaranta proiezioni, anteprime nazionali ed europee, incontri e laboratori per giovani autori, coinvolgendo anche più di trecento studenti nelle matinée.
Il film vincitore entra nella quotidianità di una famiglia in cui amore e dipendenza si intrecciano, raccontando il rapporto tra una madre, una figlia e una nipote. La giuria ufficiale, composta da Paolo Antonio D’Andrea, Bonheur Suprême e Joana Fresu de Azevedo, ne ha riconosciuto la delicatezza e l’intimità, sottolineando la capacità della regista di dare alla vicenda una dimensione che supera quella familiare.
Lo staff di FrontDoc 2026
Il premio per il miglior cortometraggio documentario è andato a 'Three things i learned in France' di Te-Gao Hong, che parte dall’esperienza personale per affrontare identità, appartenenza e rapporti tra Taiwan e Cina, utilizzando l’ironia e intrecciando linguaggi e ambienti reali e virtuali. Nella categoria F(r)iction è stato premiato “The End” di Niki Lindroth Von Bahr, animazione in stop motion che trasforma un aeroporto in un surreale purgatorio contemporaneo.
Un diverso sguardo sul concorso è arrivato dalla Giuria Giovani, che ha scelto come miglior lungometraggio 'Az Zeeb' di Rafael Guendelman, per il racconto della questione palestinese attraverso la memoria storica e il lavoro d’archivio. Il riconoscimento per il cortometraggio documentario è stato assegnato a 'Ping Pong' di Tianji Yu, incentrato sulla solitudine e sulla difficoltà di esprimere le emozioni, esplorate attraverso il dialogo tra il protagonista e un’intelligenza artificiale. Sempre per la Giuria Giovani, il miglior corto F(r)iction è 'Taxi Moto' di Gael Kamilindi, nel quale realtà e finzione si sovrappongono in una storia che affronta memoria, censura e possibilità di riscatto. Menzioni speciali sono state attribuite al lungometraggio '1+1+1' di Ondřej Vavrečka e al cortometraggio 'City of Owls' di Zhenia Kazankina.
Per Spazio X, la sezione dedicata alla realtà virtuale e al cinema sperimentale, la giuria formata da Négar Motevalymeidanshah, Federica Pugliese e Francesco Sacco ha premiato 'Koki, Ciao' di Quenton Miller nella categoria Film e 'Sunset Motel' di Gilles Jobin per le esperienze in realtà virtuale. Il primo propone una riflessione sulla memoria e sulla documentazione storica attraverso uno sguardo non umano; il secondo lascia allo spettatore la possibilità di orientare il proprio punto di vista all’interno della scena. Le menzioni speciali sono andate a 'UUO' di Sasha Svirsky e a 'Yestarday maybe' di Matthieu Van Eeckhout.
La Giuria Borderless, composta da giovani tra i 16 e i 35 anni con background migratorio o una diversa provenienza culturale, ha scelto 'Growing Stones, Flying Papers' di Roozbeh Gezerseh e Soraya Shamsi, apprezzando l’incontro tra documentario e finzione nel racconto di una resistenza affidata alla scrittura e alla forza dell’espressione artistica.
A 'Il salotto' di Micol De Angelis è stato assegnato il Premio Cristiano Gianporcaro per il miglior film di Frontiera Italia, dedicato al giovane regista scomparso tragicamente la scorsa estate. L’opera restituisce uno spaccato di quotidianità familiare dal quale emergono questioni sociali complesse e delicate.
Il Premio ZaLab, che prevede la diffusione sulla piattaforma ZaLab View, è andato a 'Torneranno i lupi' di Bianca Vallino, dedicato al rapporto tra esseri umani, territorio e natura. Il pubblico ha invece scelto 'A world without words' di Francescu Artily, un racconto cinematografico costruito attraverso silenzi, gesti e immagini.
Nel bilancio conclusivo, i direttori artistici Nora Demarchi e Gian Luca Rossi hanno sottolineato l’ampliamento delle collaborazioni e della presenza del festival sul territorio. "Siamo molto felici che questa edizione del festival sia cresciuta e si sia davvero diffusa sul territorio, grazie alla collaborazione di una comunità nuova e più ampia", hanno dichiarato, ringraziando istituzioni, associazioni, ospiti e spettatori e richiamando il valore del cinema come occasione di ascolto, partecipazione e confronto.


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