Cronaca | 12 ottobre 2026, 13:17

Nus, vive da mesi nei loculi vuoti del cimitero; il Comune cerca una soluzione

Nus, vive da mesi nei loculi vuoti del cimitero; il Comune cerca una soluzione

"Scusi, una volta che ha deposto i fiori nel vaso potrebbe rimettere la scala qui dove l'ha trovata? Altrimenti non riesco a scendere...". Quasi è venuto un colpo al parente di una defunta quando, cercando di porre un fiore alla tomba posizionata un paio di metri più in alto lungo la parete dei loculi, ha visto sporgere da uno spazio vuoto la testa di un uomo che gli si è rivolto così, con gentilezza e parole misurate. Da mesi quell'uomo di poco meno di quarant’anni ha scelto il cimitero di Nus come luogo in cui vivere. Dorme nei loculi vuoti ai quali riesce ad accedere, anche utilizzando la scala a disposizione dei necrofori e si serve del bagno del camposanto per lavarsi e fare il bucato. Una presenza ormai conosciuta dai frequentatori abituali, mentre chi lo incontra per la prima volta, magari vedendolo uscire da un loculo, può comprensibilmente spaventarsi.

Chi ha avuto occasione di incontrarlo lo descrive come gentile ed educato, pulito e privo di atteggiamenti aggressivi. Durante il giorno si allena per tenersi in forma; va a correre portando sulle spalle un bastone appesantito da due borse contenenti pietre. Il sindaco di Nus, Camillo Rosset, è informato da tempo della situazione e ha contattato il servizio di assistenza sociale 'Senza fissa dimora', la cui referente dovrebbe incontrare a breve il primo cittadino per valutare una soluzione e individuare una sistemazione alternativa.

Il principale ostacolo, al momento, sarebbe però l'indisponibilità dell’uomo ad accettare altre proposte; la Polizia locale lo ha incontrato due volte e anche i carabinieri sono intervenuti per parlargli, spiegandogli la necessità di lasciare il cimitero quanto prima ma i colloqui, finora, non lo hanno convinto ad allontanarsi.

All’origine della sua scelta ci sarebbe un litigio con i genitori, dopo il quale avrebbe deciso di lasciare l’abitazione familiare; una circostanza che resta da chiarire nel percorso di confronto con i servizi sociali, chiamati ora a cercare, insieme al Comune, una soluzione che l’uomo sia disposto ad accettare.

patrizio gabetti.