Cronaca | 27 agosto 2026, 10:40

Pedopornografia e presunti abusi sul nipote minorenne, coppia residente in Valle finisce in carcere

Un’indagine durata oltre sei mesi, partita da una segnalazione internazionale e sviluppata attraverso l’analisi delle tracce lasciate in rete, ha portato all’arresto di una coppia residente in Valle d’Aosta. Al centro dell’inchiesta vi sono materiale pedopornografico e presunti abusi sessuali ai danni di un nipote in età preadolescenziale

Pedopornografia e presunti abusi sul nipote minorenne, coppia residente in Valle finisce in carcere

Una misura cautelare per gravi reati nei confronti di minori è stata eseguita nei confronti di una coppia (un uomo e una donna) 40enne residente in Valle dalla Sezione operativa per la Sicurezza cibernetica della Polizia di Stato di Aosta, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino. Ai due indagati, zii di un ragazzino 13enne all'epoca dei fatti (tra il 2024 e il 2025), è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale torinese; l'uomo è in carcere a Brissogne, la donna è nella sezione femminile del 'Lorusso e Cotugno' a Torino.

L’inchiesta ha preso le mosse da una segnalazione internazionale arrivata al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su circa 45 file contenenti materiale pedopornografico che risultavano sincronizzati in rete attraverso un account web.

Già dalle prime verifiche, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alcune caratteristiche dei contenuti avrebbero fatto ritenere che non si trattasse esclusivamente di materiale scaricato o reperito online. È così emersa l’ipotesi che almeno una parte delle immagini e dei filmati potesse essere stata realizzata direttamente da chi utilizzava quell’account.

Da qui è iniziato il lavoro sulle tracce informatiche e sulle connessioni internet, che avrebbe consentito agli specialisti della Polizia di risalire alla coppia residente in Valle d’Aosta. Gli elementi raccolti hanno quindi portato l’autorità giudiziaria a disporre perquisizioni personali, domiciliari e informatiche.

L’esame dei dispositivi elettronici sequestrati avrebbe fatto emergere la presenza di numerosi file di natura pedopornografica. Alcuni di questi, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati prodotti direttamente dagli indagati e coinvolgerebbero il nipote della coppia, un minore in età preadolescenziale.

Il bambino, per ragioni familiari, sarebbe stato affidato con una certa frequenza ai due zii. Proprio in queste circostanze, stando agli elementi raccolti dagli investigatori, si sarebbero verificati gli abusi contestati, alcuni dei quali sarebbero stati anche ripresi utilizzando uno smartphone.

Al termine degli accertamenti il gip di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere. Alla coppia vengono contestati reati legati alla produzione e alla detenzione di materiale pedopornografico e al compimento di atti sessuali con minorenni, con le aggravanti connesse all’età della vittima e alla circostanza che il minore fosse stato affidato alla loro custodia.

pa.ga.