L'avvio di uno studio congiunto tra Italia e Francia per verificare la fattibilità della realizzazione della seconda canna del Traforo del Monte Bianco rappresenta, secondo il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e la presidente della Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco, Emily Rini, un primo risultato concreto su uno dei dossier infrastrutturali più rilevanti per il Nord Ovest e per i collegamenti europei.
La decisione di lanciare lo studio è emersa nel corso del vertice bilaterale Italia-Francia svoltosi ad Antibes e apre una nuova fase di approfondimento tecnico su un'opera che da anni è al centro del dibattito tra esigenze di sicurezza, tutela ambientale e continuità dei collegamenti transalpini.
"Accogliamo con grande soddisfazione questa notizia – dichiarano Cirio e Rini – perché rappresenta un passo concreto e significativo per il futuro dei nostri territori e dell'intero sistema dei collegamenti europei".
Secondo i due esponenti istituzionali, il Traforo del Monte Bianco costituisce non solo una delle principali infrastrutture per il traffico turistico e commerciale tra Italia e Francia, ma anche un simbolo della collaborazione tra i due Paesi. Per questo motivo, sottolineano, l'avvio dello studio dimostra la volontà di affrontare con una visione di lungo periodo le questioni legate alla sicurezza dell'infrastruttura, al rispetto dell'ambiente, alla modernizzazione del traforo e alla garanzia della continuità del servizio.
Nel loro intervento, Cirio e Rini hanno inoltre ringraziato il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, riconoscendogli di aver seguito con determinazione il dossier, oltre al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e all'intero Governo per il sostegno al percorso che ha portato all'intesa con la Francia.
2Quando ai proclami si sostituiscono il dialogo istituzionale e il lavoro quotidiano – concludono – i risultati arrivano. Continueremo a seguire con il massimo impegno l'evoluzione di questo percorso, nella consapevolezza che il futuro del Monte Bianco riguarda non soltanto i territori direttamente interessati, ma rappresenta un interesse strategico per l'Italia e per l'Europa".


pa.ga.



