Non soltanto intercettazioni telefoniche e ambientali, il materiale depositato nei giorni scorsi dal consulente informatico forense Paolo Dal Checco alla Procura di Aosta costituisce uno tra i più imponenti archivi digitali acquisiti nell'ambito di un'indagine giudiziaria in Valle d'Aosta.
Secondo quanto appreso, il consulente incaricato dalla Procura ha consegnato agli inquirenti un supporto informatico contenente oltre un terabyte di dati estratti dai telefoni cellulari, dai computer e dagli altri dispositivi sequestrati nel corso delle perquisizioni eseguite nel dicembre 2025 nell'ambito dell'inchiesta sul presunto sistema di riciclaggio, false fatturazioni e possibili episodi corruttivi legati al Casinò de la Vallée di Saint-Vincent.
All'interno dell'archivio digitale figurano migliaia di messaggi WhatsApp e Telegram, e-mail, documenti informatici, fotografie, registrazioni telefoniche e audio, dati telematici e le intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte nel corso delle attività investigative che coinvolgono attualmente 33 indagati.
La mole di materiale acquisito è tale da rendere pressoché impossibile una consultazione integrale da parte degli investigatori, ma qui entra in gioco uno degli aspetti più rilevanti introdotti dalla cosiddetta riforma Cartabia.
Le nuove disposizioni processuali hanno infatti rafforzato le tutele della riservatezza delle persone coinvolte nelle indagini, imponendo una rigorosa selezione del materiale realmente pertinente ai fatti contestati. In sostanza, gli inquirenti non possono procedere a una sorta di "pesca a strascico" all'interno dei dispositivi sequestrati, esaminando indiscriminatamente ogni conversazione, documento o dato personale.
L'attività di analisi deve invece essere orientata alla ricerca di elementi specificamente collegati alle ipotesi di reato oggetto dell'indagine; per questo motivo vengono normalmente utilizzate parole chiave, nominativi, riferimenti temporali, numeri telefonici, indirizzi e altri parametri di ricerca in grado di individuare i contenuti potenzialmente rilevanti. Si tratta di un metodo investigativo che consente di restringere il campo all'interno di una massa enorme di informazioni, selezionando soltanto il materiale ritenuto utile per verificare le contestazioni formulate dalla Procura.
Proprio da questa attività di selezione potrebbero emergere ulteriori sviluppi investigativi. Qualora l'analisi delle comunicazioni consentisse di individuare fatti nuovi, soggetti non ancora coinvolti o condotte diverse da quelle attualmente contestate, la Procura potrebbe infatti decidere di aprire nuovi fascicoli d'indagine oppure di ampliare quello già esistente con ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati.
Gli accertamenti informatici assumono dunque una valenza strategica nell'economia dell'inchiesta. Non si tratta soltanto di verificare le ipotesi investigative già formulate dagli uomini della Sezione tutela economia del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Aosta, ma anche di comprendere se all'interno dell'enorme patrimonio informativo acquisito siano presenti elementi capaci di delineare ulteriori scenari investigativi.
In questo contesto si inserisce anche la decisione del pubblico ministero Francesco Pizzato di richiedere un incidente probatorio sulle comunicazioni e sui contenuti ritenuti maggiormente significativi. La procedura (non c'è ancora data fissata) consentirà di cristallizzare anticipatamente, davanti a un giudice e nel contraddittorio tra accusa e difese, il materiale che verrà considerato rilevante sotto il profilo processuale.
Prima ancora di arrivare a quella fase, tuttavia, sarà necessario completare il delicato lavoro di selezione e catalogazione dei dati contenuti nell'archivio informatico appena depositato. Un'attività che potrebbe richiedere ancora diversi mesi e che contribuirà probabilmente ad allontanare la conclusione delle indagini preliminari. Per gli investigatori, infatti, un ulteiore nodo dell'inchiesta potrebbe trovarsi proprio all'interno di quel gigantesco archivio digitale da oltre un Tera che racchiude anni di comunicazioni, documenti e rapporti tra i soggetti finiti sotto la lente della magistratura.


pa.ga.



