Cronaca | 24 giugno 2026, 09:33

Choc al carcere di Brissogne; sei agenti denunciano minacce, pressioni psicologiche e uso improprio delle telecamere

Segnalazione sottoscritta in chiaro e rivolta a organi istituzionali competenti e sindacati

Choc al carcere di Brissogne; sei agenti denunciano minacce, pressioni psicologiche e uso improprio delle telecamere

Minacce, anche urlate ("ti distruggo", "se voglio io ti rovino", "dovete fare tutto quello che vi dico", "fai attenzione a come rispondi"); presunte vessazioni sul luogo di lavoro, procedimenti disciplinari ritenuti strumentali e persino un possibile utilizzo improprio delle telecamere interne per controllare il personale. Sono alcune delle gravi accuse contenute in una segnalazione sottoscritta da sei appartenenti alla Polizia penitenziaria della Casa circondariale di Brissogne e indirizzata alle organizzazioni sindacali e agli organi competenti, in particolare la Direzione dell'istituto e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

Nel documento, i firmatari descrivono un clima lavorativo ritenuto particolarmente problematico, caratterizzato – secondo quanto riferito – da comportamenti intimidatori da parte di alcuni superiori, tensioni nei rapporti gerarchici e un diffuso disagio tra il personale.

L'esposizione richiama l'attenzione su presunti episodi attribuiti a figure dell'attuale e della precedente linea di comando, citate nominativamente nel documento, precisando tuttavia che le circostanze riportate necessitano di eventuali verifiche da parte degli organi competenti.

Tra le situazioni segnalate figurano l'utilizzo di toni aggressivi durante richiami di servizio, espressioni ritenute intimidatorie, presunti episodi di contatto fisico non appropriato e comportamenti considerati lesivi della dignità professionale degli operatori. Vengono inoltre riportate accuse relative all'esercizio di una forte pressione psicologica sul personale, con conseguente timore di possibili ritorsioni.

Particolarmente delicata è anche la parte della segnalazione che riguarda l'utilizzo dei procedimenti disciplinari. Secondo gli estensori, alcuni agenti avrebbero subito un aumento delle contestazioni disciplinari, percepite come sproporzionate o personalizzate rispetto ai fatti contestati. Nel documento si parla inoltre di disparità di trattamento e di una gestione dei turni che avrebbe comportato carichi di lavoro particolarmente gravosi per alcuni operatori.

Un ulteriore capitolo riguarda il sistema di videosorveglianza interno; gli agenti sostengono che le telecamere sarebbero state utilizzate, direttamente o indirettamente, per monitorare in modo mirato l'attività di specifici operatori. Una circostanza che, se confermata, potrebbe sollevare interrogativi sotto il profilo della tutela dei lavoratori e del corretto utilizzo degli strumenti di controllo.

Nella segnalazione si evidenzia inoltre come, nonostante precedenti proteste e segnalazioni interne, i responsabili indicati non sarebbero stati oggetto di verifiche o provvedimenti, continuando a ricoprire incarichi di responsabilità all'interno dell'istituto.

Secondo quanto riferito dai firmatari, il malessere avrebbe assunto dimensioni tali da determinare in diversi casi stati di ansia e stress lavorativo, con il ricorso al servizio di supporto psicologico dell'Amministrazione penitenziaria; gli operatori sostengono inoltre di non individuare canali efficaci per segnalare eventuali criticità senza il timore di conseguenze personali o professionali.

Nel documento viene infine richiamata l'attenzione su precedenti episodi di disagio organizzativo che, secondo gli estensori, sarebbero già emersi negli anni passati attraverso dimissioni volontarie e altre segnalazioni pubbliche.

Alla luce delle contestazioni formulate, i sei agenti chiedono alle organizzazioni sindacali e agli organi competenti di verificare con urgenza la situazione organizzativa e il clima lavorativo all'interno della struttura, accertare eventuali condotte discriminatorie o vessatorie, valutare possibili interventi ispettivi e garantire la tutela del personale intenzionato a segnalare ulteriori criticità.

pa.ga.