Attualità | 09 giugno 2026, 08:15

Cittadinanzattiva, 'disobbedienza civile contro legge Valditara su educazione sessuale'

Cittadinanzattiva, 'disobbedienza civile contro legge Valditara su educazione sessuale'

Un "gravissimo passo indietro" nella tutela della salute e del benessere psicofisico dei giovani. È durissima la presa di posizione di Cittadinanzattiva, in Valle d'Aosta coordinata da Maria Grazia Vacchina (foto sotto), dopo l'approvazione della legge voluta dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara sul cosiddetto 'consenso informato' per le attività di educazione sessuale e affettiva nelle scuole.

L'associazione invita addirittura enti locali, famiglie, studenti e comunità scolastiche ad attuare forme di "obiezione di coscienza" nei confronti della nuova normativa, ritenuta dannosa per la crescita e la formazione delle nuove generazioni.

Al centro delle critiche vi è la previsione che vieta percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell'infanzia e primarie e che, negli istituti secondari, subordina tali attività al consenso preventivo delle famiglie o degli studenti maggiorenni. Una scelta che, secondo Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva, rischia di privare ragazze e ragazzi di strumenti fondamentali per la loro formazione.

"L'educazione sessuo-affettiva non coincide con l'insegnamento della sessualità tout court – afferma Bizzarri – ma comprende l'educazione al rispetto, alla parità, alla conoscenza del proprio corpo, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, della violenza e degli abusi, alla costruzione di relazioni sane e responsabili".

Per l'associazione, limitare il ruolo della scuola su questi temi significa lasciare sole le famiglie nell'affrontare questioni educative sempre più complesse, senza considerare che non tutti i nuclei familiari dispongono degli strumenti culturali e formativi necessari per accompagnare i giovani in questo percorso.

Ancora più preoccupante, secondo Cittadinanzattiva, è il rischio che adolescenti e preadolescenti cerchino altrove le risposte alle proprie domande. "Si lasciano soli ragazze e ragazzi che cercheranno informazioni tra i pari, sui social network, attraverso la pornografia online o altre fonti prive di valore scientifico ed educativo", sostiene l'associazione.

Nel documento viene inoltre ricordato come organismi internazionali quali Unesco, Organizzazione Mondiale della Sanità e Consiglio d'Europa abbiano più volte raccomandato percorsi di educazione sessuale e affettiva graduali, basati sulle evidenze scientifiche e calibrati in funzione dell'età degli studenti.

Per Cittadinanzattiva la nuova legge appare in evidente contraddizione con le emergenze sociali che il Paese si trova quotidianamente ad affrontare.

"È paradossale – prosegue Bizzarri – che in un Paese che deve fare i conti con violenza di genere, discriminazioni, bullismo e aumento delle malattie sessualmente trasmissibili, anziché rafforzare e rendere strutturali percorsi di educazione sessuale, affettiva e relazionale nelle scuole si introducano divieti e limitazioni".

Da qui l'appello finale rivolto alle comunità scolastiche affinché non rinuncino a promuovere iniziative educative sui temi dell'affettività, del rispetto reciproco e della prevenzione.

Secondo Cittadinanzattiva, infatti, la nuova normativa rischia di comprimere diritti fondamentali e di compromettere un percorso educativo che, per l'associazione, dovrebbe essere parte integrante della formazione delle giovani generazioni.

red.laprimalinea.it