Il nuovo ospedale regionale 'Umberto Parini' resta una delle opere pubbliche più importanti e costose mai avviate dalla Regione Valle d'Aosta, ma il suo lungo percorso continua a essere accompagnato da ritardi, revisioni progettuali e interrogativi sulla governance dell'intervento. E non si tratta solo di dieci anni di ritardi e continui cambi di progetto; sul nuovo ospedale Parini la Sezione di controllo della Corte dei conti aostana formula uno dei rilievi più severi mai espressi sull'opera, affermando che la rappresentazione della spesa di investimento nei documenti programmatori regionali presenta "significativi profili di opacità". Un giudizio che si aggiunge alle criticità rilevate nella programmazione, nel controllo della società incaricata della realizzazione e nella trasparenza dei dati finanziari relativi all'intervento da quasi 191 milioni di euro.
Tutto ciò e altro ancora emerge dalla deliberazione n. 25 del 2026 della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, che ha esaminato lo stato di avanzamento dei lavori di ampliamento e ristrutturazione del presidio ospedaliero di Aosta.
La magistratura contabile ricostruisce una vicenda iniziata ormai vent'anni fa. Il progetto nasce nel 2006 con l'obiettivo di concentrare in un unico polo tutte le attività sanitarie per acuti della Valle d'Aosta, migliorando funzionalità, efficienza e qualità dell'assistenza. Da allora, però, l'iter si è sviluppato attraverso una lunga serie di passaggi amministrativi, modifiche progettuali e aggiornamenti finanziari.
Uno dei momenti più critici è stato rappresentato dai ritrovamenti archeologici emersi durante gli scavi tra il 2014 e il 2015 nell'area destinata all'ampliamento. La scoperta di importanti reperti ha imposto una revisione complessiva del progetto e, secondo quanto riportato dalla stessa Corte, ha determinato un rallentamento dell'iter realizzativo protrattosi sostanzialmente fino al 2021.
Nonostante ciò, una valutazione costi-benefici commissionata dalla Regione e realizzata con il supporto dell'Università Bocconi ha confermato la convenienza economica dell'intervento rispetto ad altre ipotesi, compreso il mantenimento dell'attuale assetto ospedaliero.
Nel frattempo il progetto è stato profondamente modificato per consentire la salvaguardia e la valorizzazione delle emergenze archeologiche. Tra le novità figurano il ripristino dell'ultimo piano di degenza del nuovo corpo ospedaliero, il recupero dell'elisuperficie, la realizzazione di percorsi di collegamento all'interno dell'area archeologica e la riprogettazione di alcune strutture per preservare reperti risalenti all'Età del Ferro.
Sul fronte economico, la Corte dei conti ricorda che il Programma dei lavori pubblici 2025-2027 prevede per l'intervento risorse complessive pari a circa 190,9 milioni di euro, provenienti sia da fondi regionali sia da finanziamenti extraregionali.
Tuttavia è proprio sugli aspetti programmatori e di governance che emergono le osservazioni più significative. I magistrati contabili rilevano infatti alcuni disallineamenti negli indirizzi strategici impartiti negli anni alla società incaricata della realizzazione dell'opera, oggi Société Infrastructures Valdôtaines (SIV), evidenziando come tali incongruenze non consentano di verificare pienamente l'esistenza di un controllo costante e coerente sul perseguimento degli obiettivi assegnati.
La Corte segnala inoltre una carenza di trasparenza documentale. Nella sezione "Amministrazione trasparente" della società SIV non sarebbe stato possibile reperire la programmazione triennale dei lavori, dei servizi e delle forniture, né documenti che consentano di collegare con immediatezza l'attività contrattuale della società ai dati riportati nei programmi regionali. Una situazione che, secondo la Sezione di controllo, rende difficile verificare la coerenza tra le risorse stanziate e gli interventi effettivamente programmati.
Ulteriori perplessità riguardano alcuni disallineamenti tra i dati contenuti nel Programma dei lavori pubblici e quelli riportati nella documentazione di bilancio regionale, differenze che la Corte definisce "non di agevole comprensione" considerando che entrambi gli strumenti dovrebbero basarsi sul medesimo cronoprogramma dell'opera.
Nel frattempo prosegue la procedura di gara per il quarto lotto della fase 3, il segmento più rilevante dell'ampliamento che comprende il nuovo ospedale, l'Hospital Street e il parcheggio. La gara, pubblicata nel marzo 2025, ha subito due proroghe e il termine finale è stato fissato al 28 maggio 2026.
La relazione della Corte dei conti non mette in discussione la necessità dell'opera né la sua strategicità per il sistema sanitario valdostano, ma richiama Regione, Finaosta e SIV alla necessità di rafforzare programmazione, trasparenza e strumenti di controllo, affinché un intervento atteso da due decenni possa finalmente entrare nella sua fase realizzativa senza ulteriori rallentamenti.


pa.ga.



