Il sequestro di 267.195 euro in contanti effettuato al casello autostradale di Chatillon la sera del 7 novembre 2024 dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Aosta a Pio Ancora, fidato collaboratore del porteur Antonio Fiocca, non rappresenta soltanto uno degli episodi chiave dell'inchiesta che ha portato a 33 indagati (tra cui Fiocca per l'appunto) e all'amministrazione giudiziaria del Casino de la Vallée. Secondo gli inquirenti delle Fiamme Gialle coordinati dal pm Francesco Pizzato, questo momento particolare delle indagini, contenuto nel sempre più voluminoso fascicolo penale e qui narrato per la prima volta, è anche quello in cui, tra porteur, dipendenti e funzionari della Casa da gioco coinvolti a vario titolo negli accertamenti emerge tutta la preoccupazione per un'indagine che sembra ormai arrivata al cuore del sistema. Quella sera Ancora sta trasportando in auto quei quasi 270.000 euro destinati a finire sui tavoli di un 'gala', o meglio di una gara di Chemin de Fer organizzata al Casino per l'8 dicembre, festività di Sant'Ambrogio. Banconote suddivise in tagli da 5 fino a 100 euro, poste in sacchetti sottovuoto per una migliore e meno invasiva conservazione, che per gli investigatori sono provento di riciclaggio e per il possesso delle quali Pio Ancora viene denunciato a piede libero per il reato di riciclaggio.
Dalle intercettazioni ambientali captate nelle ore seguenti, o meglio la sera del giorno 8 novembre, emerge tutta la tensione provocata dal sequestro del denaro. "Sono stato fino alle sette del mattino a chiamare questura, polizia perché pensavo fosse successo qualcosa, invece questo stava alla Finanza di Aosta...lo hanno tenuto fino alle sei del mattino" racconta Fiocca, nell'ufficio di Chasseur, allo stesso direttore dell'Ufficio fidi e a un altro funzionaro del Casino che attualmente non risulta indagato, riferendosi alla 'scomparsa' improvvisa di Pio Ancora con il denaro.
Nella stessa conversazione il porteur si mostra convinto che il controllo non sia stato casuale. "Lo aspettavano, c'era il cane che ha odorato i soldi", afferma. "Alle dieci e mezza, alle undici di sera, c'erano quattro pattuglie della Finanza al casello di Saint-Vincent".
È a quel punto che il tono della telefonata si alza. "Allora fate chiamare questa cazzo di Regione Valle d'Aosta che dica alla Finanza di non rompere i coglioni, c'è il gala", sbotta Fiocca. E subito dopo aggiunge: "Parlate con il Presidente della Regione".
Non Chasseur ma l'altro funzionario prova a ridimensionare la richiesta: "Con il Presidente si può parlare, ma con la Finanza non si può parlare". Una risposta che non convince Fiocca, il quale insiste: "Eh, ma chiamasse il generale della Finanza... basta così". E l'interlocutore replica "considera che la Finanza ha chiuso i conti...a 35 consiglieri regionali per cinque anni, hai capito...".
Per gli investigatori proprio questo passaggio assume particolare rilievo, tanto che dalle Fiamme Gialle viene segnalato alla Procura l'imminente incontro istituzionale, previsto il 14 novembre, tra il presidente della Giunta, Renzo Testolin e il comandante regionale della Guardia di finanza, generale Giovanni Avitabile, circostanza che gli indagati e i loro collaboratori valutano dunque come un'opportunità e sulla quale, insieme ad altre, gli inquirenti intendono effettuare il massimo controllo. Per questo motivo il 12 novembre con 'richiesta di autorizzazione intercettazione telefonica d'urgenza - protocollo 394334' chiedono al pm che da quel giorno stesso siano messi sotto intercettazione anche i telefoni del funzionario interlocutore di Fiocca (Chasseur era già intercettato da tempo) e di altre persone potenzialmente in grado di tentare di inquinare le indagini.
Sottolineatura necessaria, l'annotazione con richiesta del 12 novembre 2024 rappresenta soltanto una tessera del mosaico investigativo della GdF. Si sta completando in questi giorni l'analisi di migliaia di conversazioni intercettate e di una grande quantità di materiale informatico acquisito dagli investigatori. Un lavoro affidato al consulente Paolo Dal Checco, la cui relazione potrebbe portare all'emersione di ulteriori responsabilità e all'individuazione di nuovi soggetti coinvolti nell'inchiesta sul presunto sistema di riciclaggio, corruzione e false fatturazioni che avrebbe operato all'interno del Casino de la Vallée.


patrizio gabetti



