La Giunta regionale ha approvato il progetto sperimentale 'Ambulatorio diffuso della fragilità', un nuovo modello organizzativo pensato per rafforzare la presa in carico delle persone anziane, con disabilità o non autosufficienti attraverso una rete integrata tra medici di medicina generale, servizi sociali e sanitari territoriali, Punti unici di accesso ed équipe multiprofessionali.
L’obiettivo del progetto è quello di investire maggiormente sulla prevenzione e sull’assistenza di prossimità, favorendo la permanenza delle persone fragili al proprio domicilio e riducendo il ricorso improprio al Pronto soccorso e alle strutture residenziali.
"Con questo progetto la Valle d’Aosta anticipa concretamente l’orientamento nazionale che invita le Regioni a ripensare i modelli di assistenza e presa in carico della fragilità – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi –. L’Ambulatorio diffuso della fragilità rappresenta un cambio di paradigma: meno ospedale e più territorio, meno emergenza e più prevenzione".
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Regione e Azienda Usl e tiene conto del progressivo invecchiamento della popolazione valdostana, delle difficoltà legate all’isolamento territoriale e della crescente complessità dei bisogni socio-sanitari.
Secondo l’Amministrazione regionale, il progetto consentirà di intercettare più precocemente le situazioni di fragilità, costruendo percorsi integrati e personalizzati per le persone assistite e le loro famiglie.


i.d.



