La campagna vaccinale contro la dermatite nodulare contagiosa dei bovini ha ormai raggiunto una copertura pressoché totale del patrimonio zootecnico valdostano. Lo comunica l’assessorato regionale della Sanità, Salute e Politiche sociali, sottolineando come il risultato sia stato ottenuto in poco più di un mese grazie al coordinamento con l’assessorato dell’Agricoltura, all’organizzazione dei servizi veterinari dell’Usl VdA e alla collaborazione degli allevatori e delle associazioni di categoria.
L’iniziativa, spiegano dalla Regione, rappresenta il consolidamento del lavoro avviato già durante l’emergenza dello scorso anno e proseguito nei primi mesi del 2026 con l’obiettivo di proteggere l’intero comparto zootecnico valdostano attraverso misure preventive rapide ed efficaci.
Secondo quanto riferito dall’assessorato, la risposta del settore "è stata ampia e responsabile, nella consapevolezza che la tutela sanitaria delle singole aziende agricole coincida con la salvaguardia dell’intero sistema regionale".
Nel frattempo è già partita anche la vaccinazione dei capi in ingresso in Valle d’Aosta, in particolare di quelli provenienti dal Piemonte, così da evitare possibili introduzioni dell’infezione sul territorio regionale.
La Regione ha inoltre chiesto al ministero della Salute una deroga per poter vaccinare anche i vitelli di età inferiore ai sei mesi nati da madri vaccinate. La richiesta arriva dopo quanto osservato recentemente in Sardegna, dove la malattia ha colpito anche animali molto giovani.
Sul tema è stato avviato un confronto tecnico con l’EUVET, il team europeo di emergenza veterinaria istituito dalla Commissione europea per affrontare le crisi sanitarie animali. Attualmente sarebbe in fase di valutazione l’ipotesi di autorizzare la vaccinazione dei vitelli già a partire dai tre mesi di età, includendo così la quasi totalità dei giovani bovini valdostani.
L’assessorato evidenzia inoltre che la campagna "si è svolta senza particolari criticità dal punto di vista sanitario e organizzativo". Vengono però segnalati "alcuni episodi isolati caratterizzati", si legge nella nota, da “comportamenti e comunicazioni dai contenuti non adeguati” nei confronti del personale veterinario e delle istituzioni.
Secondo la Regione, tali iniziative sarebbero state strumentalmente presentate come ostacoli alla campagna vaccinale, che invece non avrebbe subito rallentamenti significativi. L'assessorato rivolge un ringraziamento agli allevatori valdostani “che, con senso di responsabilità e collaborazione, hanno contribuito al successo della campagna”, ribadendo come la tutela del patrimonio zootecnico richieda “scelte consapevoli, impegno condiviso e capacità di guardare al futuro dell’intero comparto”.