Famiglie lasciate senza riferimenti, bilanci non presentati, assemblee mai convocate e amministratori di condominio diventati di fatto irreperibili. È la situazione denunciata dal Sunia Valle d’Aosta, il sindacato degli inquilini legato alla Cgil, che lancia l’allarme su una problematica definita “sempre più grave e diffusa” anche sul territorio valdostano.
Secondo il sindacato, numerosi condomini si troverebbero oggi in una condizione di totale incertezza gestionale, senza poter ottenere informazioni sulla situazione economica degli stabili, sulle manutenzioni, sui rapporti con i fornitori o sulla sicurezza degli edifici.
Nel mirino finiscono quegli amministratori che “non rispondono a Pec e raccomandate, non presentano i bilanci e non convocano le assemblee”, lasciando interi condomìni senza alcun punto di riferimento.
Per il Sunia si tratta di una condizione “inaccettabile”, che coinvolgerebbe centinaia di persone anche in Valle d’Aosta, dove il rapporto fiduciario tra amministratore e condomini dovrebbe garantire trasparenza, presenza e correttezza professionale. “Si assiste invece a silenzi prolungati, totale irreperibilità e gestione poco chiara – denuncia il sindacato – mentre i compensi per l’amministrazione continuano regolarmente a essere percepiti”.
Il Sunia ricorda come la normativa preveda obblighi precisi per gli amministratori condominiali, dalla rendicontazione alla reperibilità, fino alla convocazione delle assemblee e alla trasparenza nella gestione. Ignorare sistematicamente le richieste dei condomini, sottolinea l’organizzazione, significa venire meno ai propri doveri professionali e fiduciari. Da qui la richiesta di un intervento più deciso da parte delle istituzioni, con “controlli più rigorosi, puntuali ed efficaci” e strumenti più rapidi che consentano ai condomini di reagire alle situazioni di immobilismo gestionale.
“La Valle d’Aosta non può diventare terreno di impunità per amministratori assenti o irresponsabili”, evidenzia ancora il Sunia, che respinge anche le giustificazioni legate all’eccessivo numero di condomìni gestiti o ai carichi di lavoro troppo elevati. A pagarne le conseguenze, secondo il sindacato, sarebbero soprattutto i piccoli condomìni, ritenuti meno remunerativi. Il sindacato conclude chiedendo un percorso concreto, anche a livello istituzionale, per ristabilire correttezza, trasparenza ed efficienza nella gestione condominiale, ribadendo il diritto dei cittadini “a sapere come vengono gestiti i propri soldi e i propri edifici”.


pa.ga.



