"La Valle d’Aosta è ostaggio". È un attacco frontale quello lanciato da Ambiente Diritti Uguaglianza-Adu Valle d’Aosta contro il presidente della Giunta, Renzo Testolin, dopo la sentenza del Tribunale che ne ha dichiarato la decadenza e il successivo ricorso presentato dalla difesa che ha sospeso la stessa sentenza reimmettendolo nella carica.
Nel lungo comunicato diffuso ieri dal Movimento, Adu accusa Testolin di aver scelto di "restare incollato alla poltrona" proprio in virtù della sospensiva ottenuta in attesa dell’udienza fissata per il 28 settembre, trasformando "un problema giuridico personale in un danno collettivo per 120mila persone".
Ricorda il Movimento che il Tribunale di Aosta ha stabilito che Testolin aveva già ricoperto incarichi in Giunta per tre legislature consecutive - prima come assessore e poi come presidente - superando così il limite previsto dalla legge regionale sui mandati.
Pur riconoscendo che il ricorso rappresenta "un diritto", Adu giudica "sbagliata e arrogante" la scelta di restare alla guida della Regione in una fase ritenuta particolarmente delicata, richiamando le decisioni imminenti su bandi, fondi regionali e sulle nomine ai vertici di Cva e Casinò de la Vallée.
Nel mirino anche le argomentazioni contenute nel ricorso, definito dal movimento un documento di "52 pagine fitte di tecnicismi", nel quale - sostiene Adu - verrebbe evocata, seppure indirettamente, una possibile incostituzionalità della legge regionale sui mandati. Una posizione che, secondo il Movimento progressista, sarebbe stata criticata dall’intera opposizione consiliare, "da AVS a Fratelli d’Italia, dal Partito Democratico alla Lega".
"L’autonomia speciale esiste per permettere alla Valle d’Aosta di governarsi meglio, non per consentire a chi governa di restare al potere oltre i limiti che la Valle stessa si è imposta", scrive ancora Adu, che accusa Testolin di utilizzare lo Statuto speciale come "scudo personale".
La nota conclude chiedendo le dimissioni immediate del presidente e il ritorno alle urne: "La democrazia non va in prorogatio. Chiediamo elezioni subito. Ogni giorno in più è un danno reale per chi lavora, studia, cura e vive in questa terra".


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