Un cantiere che segna un passaggio importante per la comunità locale, da anni in attesa di un intervento concreto su un’infrastruttura diventata simbolo di un dolore diffuso. Il ponte di Introd è infatti tristemente noto per i numerosi episodi legati ai suicidi, una ferita aperta che ha segnato profondamente il territorio.
L’installazione delle barriere rappresenta oggi il risultato di una battaglia portata avanti per anni da famiglie, associazioni (tra le quali spicca 'Il Mandorlo Fiorito' fondata da Paola Longo Cantisano, il cui figlio 24enne si gettò proprio dal ponte di Introd) e istituzioni. Un intervento atteso a lungo che riflette una crescente attenzione verso il tema della prevenzione dei gesti anticonservativi.
Negli ultimi anni la Valle d’Aosta aveva raggiunto il primato nazionale per tasso di suicidi, con una media di circa venti casi annui. Un dato che nel 2025 ha registrato una diminuzione, con quindici episodi, mentre nel 2026 – almeno fino ad oggi – si conta un solo caso. Numeri che, pur nella loro drammaticità, indicano un’inversione di tendenza incoraggiante.
Dal 2022, proprio sulla prevenzione, è attivo un tavolo interistituzionale coordinato dall’assessorato regionale alla Sanità, in collaborazione con quello alle Opere pubbliche. Ne fanno parte l’Azienda Usl, le Forze dell’ordine e il mondo del volontariato, in un lavoro congiunto che punta a intervenire sia sul piano strutturale sia su quello sociale e sanitario.