Politica | 15 aprile 2026, 07:35

Avs accusa, 'manovre e difesa legale per salvare la presidenza a Testolin'

Il Presidente della Giunta, Renzo Testolin

Il Presidente della Giunta, Renzo Testolin

“Manovre in corso per salvare la presidenza”. È un atto d’accusa diretto quello contenuto nel comunicato di Alleanza Verdi e Sinistra della Valle d’Aosta sul 'caso' del presidente della Giunta, Renzo Testolin, al centro di un contenzioso legale sulla sua eleggibilità.

Secondo Avs, “cinque mesi fa, il 6 novembre 2025, la maggioranza del Consiglio regionale, in barba alle disposizioni della legge regionale n. 21 del 2007, ha eletto Renzo Testolin a ricoprire nella quarta legislatura consecutiva una carica all’interno della Giunta regionale e, nello specifico, quella di Presidente della Giunta”. Una scelta che il movimento definisce apertamente “una forzatura” e contro la quale è stato depositato, nel dicembre 2025, un ricorso al Tribunale di Aosta per “accertare e dichiarare l’ineleggibilità di Testolin e la sua decadenza dalla carica di Presidente”.

L’udienza è fissata per il 22 aprile e, nei giorni scorsi, sono state depositate le memorie difensive. Ma è proprio su questo punto che si concentra una parte rilevante delle critiche. “La cosa sorprendente è che all’atto depositato dall’avvocato Corea se ne è aggiunto un altro, di contenuto molto simile, depositato dall’avvocato Cecchetti, nominato dalla Giunta regionale”, si legge nella nota. Una scelta ritenuta anomala, perché “la Regione non è stata chiamata in giudizio: non è stato impugnato nessun atto della Regione e la causa non coinvolge in nessun modo diritti e interessi propri dell’Amministrazione regionale”.

Per Avs, dunque, “la Giunta, in modo del tutto discutibile, non solo non ha mantenuto una posizione di neutralità, ma ha voluto schierare l’Amministrazione regionale contro un’azione volta ad accertare la legalità e la regolarità di una nomina in contrasto con le disposizioni di legge”, arrivando a impegnare “oltre 21 mila euro, soldi dei valdostani, per sostenere la difesa di Testolin”.

Nel comunicato si sottolinea inoltre come le richieste avanzate dai legali vadano ben oltre la semplice difesa nel merito. “Entrambi gli avvocati chiedono al Tribunale che venga, in primis, dichiarato inammissibile il ricorso depositato da Avs; in subordine di dichiararlo infondato; e infine, addirittura, di sospendere il giudizio e di promuovere questione di legittimità della legge regionale n. 21/2007 davanti alla Corte costituzionale”.

Una prospettiva che Avs giudica “paradossale e grave”, evidenziando come “Presidente della Regione e Avvocatura regionale puntino persino sull’annullamento di una legge approvata dal Consiglio Valle pur di non applicarla”. Da qui l’affondo politico: “Altro che Autonomia e potestà legislativa regionale: qui si vuole far cancellare d’imperio, da parte della Corte costituzionale, una norma votata a larga maggioranza dal Consiglio”.

Il comunicato lega quindi la vicenda a un tema più ampio, quello dei limiti al potere e del ricambio nelle istituzioni. La norma del 2007, ricordano, era stata introdotta “proprio per correggere una degenerazione” e per evitare “fenomeni di personalizzazione del potere, di cristallizzazione di rendite di posizione”. Per questo, concludono, “in una Regione piccola come la Valle d’Aosta, che gestisce le risorse pro capite più alte d’Italia, occorre evitare il formarsi di una casta. Per vent’anni è andata bene, adesso si vuole tornare indietro, ad un potere senza limiti. Noi non ci stiamo”.

pa.ga.