Politica | 22 marzo 2026, 09:00

Referendum sulla giustizia: urne aperte dalle 7 e si vota anche lunedì, nessun quorum

Referendum sulla giustizia: urne aperte dalle 7 e si vota anche lunedì, nessun quorum

Sono aperte dalle ore 7 di oggi, domenica 22 marzo, le urne per il referendum sulla giustizia, uno dei passaggi istituzionali più rilevanti di questi ultimi anni. I cittadini sono chiamati a esprimersi su una riforma costituzionale che riguarda l’organizzazione della magistratura.

Si vota oggi, domenica, dalle 7 alle 23 e domani, lunedì, dalle 7 alle 15.
Chi sarà già all’interno del seggio allo scadere dell’orario potrà comunque votare. Per votare servono come sempre un documento di identità valido e la tessera elettorale.

Non si tratta di un referendum abrogativo, ma di un referendum costituzionale confermativo: i cittadini devono decidere se confermare o respingere una riforma della Costituzione già approvata dal Parlamento. In questo caso non è previsto alcun quorum; il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti e sarà deciso semplicemente dalla maggioranza dei voti validi espressi.

Cosa si vota: il cuore della riforma

Il referendum riguarda una modifica dell’ordinamento della magistratura, con alcuni punti chiave: separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri; due Consigli superiori della magistratura distinti (uno per i giudici e uno per i pm); istituzione di una Corte disciplinare autonoma; modifiche ai meccanismi di autogoverno della magistratura.

Si tratta quindi di un intervento che non cambia direttamente i processi, ma incide sulla struttura e sull’equilibrio interno del sistema giudiziario.

Cosa succede se vince il Sì

Se prevale il Sì, la riforma entrerà in vigore con carriere separate tra giudici e pm; due nuovi organi di autogoverno distinti ovvero due Csm per pm e giudici; nascita della nuova Corte disciplinare. Sarà poi necessario approvare norme attuative per rendere operative le modifiche.

Cosa succede se vince il No

Se prevale il No, la riforma viene respinta e resta in vigore l’attuale sistema: magistratura unitaria con possibilità di cambiare carriera una sola volta nella vita; un solo Consiglio superiore della magistratura-Csm; disciplina interna come oggi.

Il voto riguarda quindi non singole norme, ma il modello complessivo di Giustizia: da una parte chi sostiene una distinzione più netta tra giudice e accusa, dall’altra chi difende l’assetto attuale e l’unità della magistratura.

Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura definitiva dei seggi, lunedì alle ore 15.

pa.ga.