Nel dibattito sul referendum sulla Giustizia si è fatta largo un’immagine tanto efficace quanto fuorviante: quella del pubblico ministero che entra nello studio del giudice “con la tazza di caffè caldo”, mentre l’avvocato resterebbe sulla soglia, timoroso, in posizione di inferiorità. È una rappresentazione suggestiva, ma lontana dalla realtà attuale (ma anche storica, tutto sommato) delle aule di Giustizia. Chi frequenta davvero i tribunali sa che da tempo tra sostituti procuratori e giudici – in particolare gip e gup – non esiste affatto questa presunta comunanza.
Al contrario, si è progressivamente creato uno scollamento, una distanza sempre più marcata, frutto anche delle riforme degli ultimi anni. La riforma Cartabia del 2022, con l’introduzione dell’udienza predibattimentale, ha rafforzato il ruolo di filtro del giudice, chiamato a una valutazione più rigorosa sull’impianto accusatorio. Un passaggio che ha inevitabilmente aumentato il livello di confronto – e spesso di frizione – con le procure. A questo si è aggiunta la riforma Nordio del 2024, che ha ulteriormente inciso sugli equilibri, irrigidendo i rapporti e accentuando la separazione funzionale tra chi accusa e chi giudica. Il risultato è sotto gli occhi degli operatori del diritto: meno automatismi, più contraddittorio, più distanza.
Esattamente l’opposto della narrazione semplicistica di un sistema “collusivo”. E questo, a ben vedere, lo sanno benissimo anche molti avvocati che oggi sostengono il Sì, nelle aule di Giustizia quello scollamento è evidente da tempo. Continuare a evocare un rapporto di familiarità tra pm e giudici significa allora alimentare una rappresentazione utile al dibattito politico, ma sempre più distante dalla realtà; questo non significa negare che esistano criticità nella Giustizia italiana, né sottrarre il tema al confronto pubblico. Ma partire da una rappresentazione distorta della realtà rischia di portare a soluzioni sbagliate. Perché se il problema individuato non è quello reale, difficilmente lo sarà anche la cura.


patrizio gabetti



