Sette anni e sei mesi di reclusione con le attenuanti generiche, interdizione perpetua dai pubblici uffici e un risarcimento alla parte offesa da definire in sede civile ma con una previsionale immediatamente esecutiva stabilita in 30mila euro e una parcella da quattromila euro da pagare all'avvocato della parte offesa. E' la pena inflitta dal tribunale di Aosta riunitosi oggi in composizione collegiale nei confronti di un 58enne, originario di Caltanissetta, accusato di aver abusato sessualmente del proprio padrone di casa per un periodo di almeno sei mesi in un'abitazione a Cogne. Il difensore dell'imputato, Massimiliano Bellini, al termine di una vibrante arringa ne aveva chiesto l'assoluzione in quanto affetto da gravi patologie che ne hanno determinato il comportamento.
Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe costretto la vittima a subire dodici rapporti sessuali, (sei, per la difesa) utilizzando violenza, minacce e un sistematico atteggiamento di sopraffazione. Nella sua requisitoria, il pm nella precedente udienza aveva parlato di un quadro probatorio solido, sottolineando come non vi siano dubbi sulla colpevolezza dell’imputato, evidenziando anche le modalità vessatorie e di sottomissione nei confronti della persona offesa. Per Bellini, invece, il siciiliano che viveva a Cogne e la cui moglie, che era stata arrestata e denunciata insieme a lui, si uccise in carcere, soffre di una schizofrenia che lo rende impunibile e che "lo porterà alla morte se costretto nella cella di un carcere".
Proprio alla luce della gravità delle condotte e dell’atteggiamento tenuto durante il processo, la pubblica accusa (pm Manlio D'Ambrosi) aveva chiesto una pena di 11 anni di carcere senza le attenuanti generiche.
Un elemento centrale dell’inchiesta è rappresentato dai filmati delle violenze, riprese dalle telecamere che lo stesso imputato aveva installato all’interno dell’abitazione. Le registrazioni, acquisite dagli inquirenti, hanno costituito una delle prove decisive a sostegno dell’accusa.
Le indagini, condotte dai carabinieri, hanno ricostruito una serie di episodi che si sarebbero protratti dall’estate del 2023 fino al febbraio 2024, quando la vittima ha infine trovato il coraggio di denunciare quanto subito.


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