Le organizzazioni sindacali dei trasporti lanciano l’allarme sul futuro degli addetti al servizio antincendio e di primo soccorso del Traforo del Monte Bianco. Fit Cisl Valle d’Aosta, Filt Cgil, Savt Trasporti, Uil Trasporti e Trasporti Confsal denunciano infatti il rischio di un "drastico ridimensionamento occupazionale" legato alla nuova gara d’appalto internazionale del Geie Tmb. Secondo le sigle sindacali, le condizioni contenute negli atti di gara non garantirebbero il riassorbimento del personale oggi impiegato nell’appalto gestito da Gsa e segnerebbero un passo indietro rispetto agli impegni assunti in sede istituzionale.
I lavoratori coinvolti — evidenziano i sindacati in un comunicato congiunto — operano da oltre vent’anni in un contesto ad altissima complessità e rappresentano "un unicum nel panorama europeo della safety infrastrutturale". Si tratta di personale con formazione continua e competenze altamente specialistiche maturate in uno dei trafori più delicati sotto il profilo della sicurezza. Le organizzazioni ricordano inoltre il precedente del 2013, quando il cambio di appalto garantì il riassorbimento del 100% degli addetti, modello che oggi "risulta inspiegabilmente disatteso".
Nel mirino c’è in particolare l’articolo 15.3 del capitolato speciale d’appalto. Dalla lettura del documento, sostengono i sindacati, emergerebbero elementi di forte criticità: l’assenza di un vincolo numerico per l’assunzione del personale uscente, la possibilità per il nuovo aggiudicatario di determinare in autonomia la composizione dell’organico e una riduzione stimata della forza lavoro. Una situazione che, secondo le sigle, metterebbe a rischio la continuità occupazionale per decine di famiglie valdostane, il trattamento economico e normativo maturato negli anni, l’indennità speciale Tmb e gli accordi di secondo livello insieme al sistema di welfare aziendale costruito nel tempo.
Ulteriori preoccupazioni riguardano l’ipotesi di una gestione del personale legata alle sole fasi manutentive dell’infrastruttura, con chiusure programmate e tempi incerti. Una riduzione strutturale degli organici — sottolineano i sindacati — potrebbe avere ricadute sui protocolli previsti dal Piano di intervento immediato per la sicurezza e dal Piano di soccorso binazionale, con possibili effetti sulla sicurezza della circolazione all’interno del tunnel.
Le organizzazioni sindacali chiedono quindi che vengano messe nero su bianco garanzie sul riassorbimento occupazionale e sul mantenimento delle condizioni economiche e contrattuali e ricordano come, nell’incontro del 5 dicembre scorso alla Presidenza della Regione, il Geie Tmb avesse fornito rassicurazioni che — a loro giudizio — non trovano riscontro nei contenuti della gara. In assenza di risposte concrete, annunciano, "saranno intraprese tutte le azioni sindacali e istituzionali necessarie a tutela dei lavoratori e della sicurezza del servizio".
"La politica locale batta subito un colpo e in particolare il Presidente della Giunta - esorta il coordinatore di Uiltrasporti, Andrea Grannonico - considerato che é anche prefetto e qui si parla in primis della tanto decantata sicurezza".


pa.ga.



