Economia | 18 febbraio 2026, 18:08

In Valle il 56% delle abitazioni non risulta occupato

In Valle il 56% delle abitazioni non risulta occupato

La Valle d’Aosta si conferma tra le realtà italiane con la più alta incidenza di abitazioni non utilizzate. Secondo i dati del Censimento permanente ISTAT 2021-2023, infatti, le case non occupate rappresenterebbero circa il 56% del totale del patrimonio immobiliare regionale, una quota che evidenzia in modo evidente la distanza tra la disponibilità teorica di alloggi e la reale accessibilità alla casa per residenti e lavoratori.

È questo il punto di partenza della riflessione del Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari-Sunia Cgil della Valle d’Aosta, che in una nota parla di un patrimonio immobiliare ampio ma in larga parte inutilizzato mentre cresce, parallelamente, il numero di famiglie e persone in difficoltà nel reperire un’abitazione.

Il fenomeno, secondo il Sunia, ha cause diverse e strutturali: la forte presenza di seconde case utilizzate solo stagionalmente, immobili vecchi o non adeguati agli standard del mercato attuale, i costi elevati e le difficoltà burocratiche legate al recupero edilizio, oltre alle peculiarità demografiche e turistiche del territorio. Il risultato, però, è un mercato abitativo di fatto bloccato, in cui una parte consistente degli alloggi non entra nel circuito della residenzialità stabile e non contribuisce a rispondere al fabbisogno reale della popolazione.

Per il sindacato degli inquilini la vocazione turistica della Valle d’Aosta non può diventare un alibi per trascurare il diritto alla casa di chi vive e lavora sul territorio. Serve una programmazione più efficace e lungimirante, capace di mettere in relazione il patrimonio esistente con la domanda abitativa reale, oggi in crescita anche per effetto delle difficoltà economiche e della riduzione dell’offerta in locazione a lungo termine.

La proposta è quella di aprire un confronto tra istituzioni, operatori del settore e comunità locali per favorire il recupero degli immobili inutilizzati, incentivare l’immissione degli alloggi sul mercato della residenza stabile e sostenere l’accesso alla casa per le fasce in difficoltà, con l’obiettivo di costruire un mercato abitativo più equilibrato e sostenibile.

red.laprimalinea.it