Cronaca - 23 ottobre 2026, 07:41

Carcere di Brissogne, tre ore di notte senza infermieri; servizio coperto in extremis dal direttore sanitario

Carcere di Brissogne, tre ore di notte senza infermieri; servizio coperto in extremis dal direttore sanitario

Tra le 22 di mercoledì 21 e le 1 di giovedì 22 ottobre l’infermeria del carcere di Brissogne sarebbe rimasta priva di personale infermieristico, rendendo necessario l’intervento in extremis del direttore sanitario, Antonio Trogu, che avrebbe assicurato personalmente la continuità dell’assistenza. Un nuovo episodio che riporta l’attenzione sulle condizioni di lavoro delle infermiere della Casa circondariale valdostana - già portate in luce da Laprimalinea.it il 12 settembre scorso - e sulla difficoltà di garantire la copertura dei turni.

Secondo quanto riferito alla nostra testata, l’unica infermiera presente avrebbe dovuto lasciare la struttura al termine del proprio servizio, senza poter prolungare ulteriormente la permanenza. Il turno notturno, stando alle informazioni raccolte sul registro dei turni, sarebbe stato assegnato a Mohamed Trabelsi, responsabile della CM Service, la società che gestisce il servizio infermieristico nell’istituto, il quale però non si sarebbe presentato; le ragioni della mancata presenza non sono al momento note.

A fronte dell’assenza di un infermiere, sarebbe quindi intervenuto lo stesso Trogu, direttore sanitario della Casa circondariale dall’ottobre 2025, facendosi carico dell’assistenza nella fascia oraria rimasta scoperta.

L’episodio si inserisce in un quadro che il personale aveva già descritto come estremamente difficile, con un organico ridotto, problemi nel reperire sostituzioni e turni che, secondo le testimonianze raccolte a settembre, potevano raggiungere le 16 e persino le 18 ore consecutive. Una situazione nella quale malattie, assenze e imprevisti rischiano di compromettere un’organizzazione che deve comunque assicurare la continuità delle cure. Nella precedente ricostruzione, le infermiere avevano segnalato la presenza di circa 160 detenuti, quasi tutti sottoposti a terapie farmacologiche, e la necessità di gestire anche episodi di autolesionismo e ferimenti, talvolta con una sola professionista in servizio per l’intera popolazione detenuta. Dati e condizioni riferiti allora dal personale, che aiutano a comprendere il peso delle difficoltà di copertura denunciate anche in questi giorni.

Già a settembre era stato riportato il caso di un’infermiera che, dopo avere iniziato il servizio nel pomeriggio e avere proseguito durante la notte, non sarebbe più riuscita a sostenere il carico di lavoro e avrebbe lasciato il turno, rimasto scoperto; all’arrivo del medico, la mattina successiva, sarebbe stato quest’ultimo a provvedere alla somministrazione delle terapie.

Ora le infermiere tornano a chiedere l’interessamento delle istituzioni regionali e statali per "una situazione divenuta ormai insostenibile a più livelli", ribadendo la richiesta di passare sotto la gestione diretta dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta.

Una soluzione che il personale aveva già indicato come possibile risposta alle difficoltà dell’attuale sistema, anche attraverso incarichi libero-professionali capaci di rendere il servizio più attrattivo e facilitare il reperimento di infermieri. Alla base della richiesta rimangono la necessità di distribuire il lavoro su un organico adeguato, garantire le sostituzioni e ricondurre la durata dei turni entro condizioni sostenibili.

Per dicembre è programmata la scadenza della proroga dell’appalto alla CM Service e l'avvicinarsi di quel termine rende ancora più urgente, per le lavoratrici, un confronto sull’organizzazione futura dell’assistenza sanitaria nel carcere, anche se pare in arrivo una seconda proroga sino al mese di aprile 2027. Il ricorso al direttore sanitario per coprire tre ore senza infermieri aggiunge comunque un nuovo elemento alle criticità segnalate nelle scorse settimane; la richiesta alle istituzioni è di intervenire sulla copertura del servizio, prima che un’altra assenza lasci nuovamente l’infermeria senza personale.

pa.ga.

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