Il Casinò de la Vallée ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento e un utile netto quasi dimezzato rispetto all’anno precedente. Ma nella discussione sulla relazione annuale, di cui il Consiglio Valle ha preso atto oggi, mercoledì 23 settembre, il confronto si è concentrato soprattutto sull’assenza di riferimenti all’amministrazione giudiziaria della società e sulle informazioni fornite all’Aula.
Illustrando i risultati, il presidente della Giunta, Renzo Testolin, ha ricordato che il 2025 è stato il primo esercizio dopo la conclusione del concordato preventivo, terminato il 31 dicembre 2024. Nell’aprile 2025 il Tribunale di Aosta ha preso atto dell’integrale pagamento dei crediti e disposto l’archiviazione della procedura.
I ricavi della gestione caratteristica, che comprende la Casa da gioco e il Grand Hôtel Billia, sono saliti da 76,70 a 78,98 milioni di euro, con una crescita del 2,97%: l’attività di gioco è aumentata dell’1% e quella alberghiera del 30%. L’utile netto è passato invece da 16,41 a 8,46 milioni. Secondo Testolin, la riduzione non indica un peggioramento della gestione ordinaria: sul risultato del 2024 avevano inciso proventi non ricorrenti per circa 4,2 milioni di euro, mentre nel 2025 sono aumentati il costo del personale, per circa 2,4 milioni, e gli investimenti nella promozione del gioco, per circa 1,3 milioni.
Il patrimonio netto è cresciuto da 82,63 a 91,09 milioni di euro e la posizione finanziaria netta, secondo i dati esposti dal presidente, è migliorata da 56,05 a 62,35 milioni. Alla fine del 2025 la società impiegava 447 persone, 336 nella Casa da gioco e 111 nei servizi alberghieri. Testolin ha richiamato gli interventi di rinnovo tecnologico, lo sviluppo dell’offerta alberghiera, i nuovi accordi per il gioco online e i progetti di riqualificazione delle strutture, affidando alla nuova governance il compito di definire i prossimi passi.
Le opposizioni hanno però contestato il contenuto della relazione. Alberto Zucchi, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha chiesto perché il documento non faccia cenno alle indagini che interessano la società e ai loro effetti sulla gestione. Ha inoltre ribadito la richiesta di chiarire su quale fondamento normativo, durante il concordato, la relazione annuale non sia stata sottoposta al Consiglio per tre anni. Zucchi ha sollecitato chiarimenti anche sulla ripartizione delle competenze tra il Consiglio di amministrazione e gli amministratori giudiziari e ha giudicato insufficienti le informazioni relative agli investimenti previsti.
Sullo stesso punto è intervenuto Eugenio Torrione, vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. Pur riconoscendo che i dati della gestione caratteristica non mostrano un peggioramento, ha osservato che il bilancio 2025 è stato approvato il 29 giugno 2026, dopo il provvedimento con cui il Tribunale di Torino ha disposto l’amministrazione giudiziaria della società. L’assenza di un riferimento a questo passaggio nella relazione trasmessa al Consiglio è, per Torrione, un’omissione politicamente grave.
Corrado Bellora, della Lega VdA, ha posto l’accento sull’aumento di 2,4 milioni del costo del personale, ritenendolo un dato da approfondire alla luce delle difficoltà attraversate in passato dalla Casa da gioco. Ha condiviso le critiche per il mancato riferimento all’amministrazione giudiziaria e ha espresso dubbi sulla composizione della nuova governance. Bellora ha inoltre rivendicato il ruolo della Giunta Spelgatti nell’avvio del percorso concordatario, aprendo un confronto politico al quale ha replicato il capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz: il salvataggio del Casinò, ha sostenuto, è il risultato di interventi compiuti nel corso degli anni e la società va valutata anche per il lavoro che garantisce e per il suo ruolo nella promozione turistica.
Marco Carrel, capogruppo di Autonomisti di Centro, ha annunciato la richiesta di approfondimenti in Commissione, anche con l’audizione dei nuovi vertici. Tra i punti indicati figurano i 430 mila euro di incentivi all’esodo per 25 dipendenti e le voci, che Carrel ha precisato essere da verificare, su possibili nuove assunzioni di alcune persone uscite con quegli incentivi. Ha chiesto inoltre verifiche sull’aumento dei nuovi clienti attribuito nella relazione a una maggiore concessione di credito e sulle ragioni della crescita dei ricavi alberghieri.
Il capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, ha infine richiamato il ruolo storico del Casinò per il turismo e l’occupazione valdostana, invitando il Consiglio a guardare alle prospettive della società. Restano sul tavolo, insieme ai risultati economici, le richieste di chiarimento sull’amministrazione giudiziaria, sulla gestione del personale e sugli investimenti futuri.




