Cronaca - 28 agosto 2026, 21:53

Carcere di Brissogne; allarme anche dal SiNAPPe, 'Disordini gravi, personale allo stremo'

Dopo l’Osapp anche un altro sindacato di Polizia penitenziaria interviene duramente sulla pesante giornata vissuta nella Casa circondariale valdostana. Il SiNAPPe conferma episodi di autolesionismo e punta il dito contro le condizioni di lavoro degli agenti e la gestione dell’istituto; chiesti un direttore titolare e nuovi rinforzi

Carcere di Brissogne; allarme anche dal SiNAPPe, 'Disordini gravi, personale allo stremo'

Si allarga il fronte sindacale sulla situazione della Casa circondariale di Brissogne. Dopo la durissima denuncia dell’Osapp, che per quanto accaduto tra la notte e la mattinata di oggi, venerdì 28 agosto, ha parlato di una situazione arrivata a "sfiorare la rivolta", anche il Sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria-SiNAPPe interviene descrivendo un carcere in condizioni estremamente critiche.

Il quadro che emerge dalle due prese di posizione è pesante. Il SiNAPPe riferisce di "gravissimi disordini" avvenuti in più aree dell’istituto e aggiunge un ulteriore elemento, parlando anche di gravi episodi di autolesionismo tra i detenuti.

Secondo quanto denunciato in precedenza dall’Osapp, tre detenuti avrebbero distrutto le celle nelle quali erano ristretti, due nel reparto B2 e uno nel C1, mentre proprio nel B2 la tensione sarebbe proseguita per tutta la mattinata con battiture, danneggiamenti e lanci di oggetti. Ora il SiNAPPe concentra l’attenzione anche sulle condizioni nelle quali gli agenti sarebbero costretti a lavorare e sulla gestione complessiva della struttura.

"Da giorni si respirava un’aria insostenibile", sostiene Matteo Ricucci, vice segretario regionale del sindacato, secondo il quale gli allarmi precedentemente lanciati non sarebbero stati adeguatamente considerati dalla Direzione. Ricucci punta il dito sull’assenza cronica di un direttore titolare stabilmente presente a Brissogne e sulle scelte organizzative adottate nell’istituto, denunciando una situazione particolarmente difficile per il personale.

Secondo il SiNAPPe ci sarebbero agenti costretti a turni superiori alle dodici ore giornaliere, talvolta senza poter usufruire della pausa pranzo, con servizi protratti per oltre venti giorni consecutivi e la necessità di coprire contemporaneamente più posti. "Il personale è allo stremo", afferma Ricucci, arrivando a definire il sistema "letteralmente in autocombustione". Parole che si aggiungono alle denunce arrivate nelle ultime ore dall’Osapp e che riportano ancora una volta al centro dell’attenzione le condizioni del carcere valdostano, già interessato nelle ultime settimane da episodi di violenza e da ripetuti interventi delle organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria.

Sulla situazione di Brissogne interviene anche il segretario nazionale del SiNAPPe, Raffaele Tuttolomondo, esprimendo "massima solidarietà" agli agenti che stanno affrontando l’emergenza. Il sindacato nazionale fa inoltre sapere di essere già intervenuto nelle scorse settimane presso il Provveditore regionale chiedendo una verifica sull’adeguatezza dell’attuale gestione del carcere.

Due le richieste considerate prioritarie; l’assegnazione immediata di un direttore titolare alla Casa circondariale di Brissogne e il rafforzamento dell’organico della Polizia penitenziaria. Il SiNAPPe chiede, in particolare, che le carenze dell’istituto valdostano vengano prese in considerazione nella prossima ripartizione degli allievi agenti del secondo scaglione del 186esimo corso, in modo da destinare nuovi uomini alla struttura.

Dopo una giornata segnata da disordini, danneggiamenti e, secondo il SiNAPPe, episodi di autolesionismo, la situazione di Brissogne torna quindi al centro di una doppia denuncia sindacale. E questa volta la richiesta che arriva dalle organizzazioni della Polizia penitenziaria è sostanzialmente la stessa, ovvero quella di intervenire rapidamente su organici e gestione prima che le criticità dell’istituto diventino ancora più difficili da governare.

pa.ga.

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