Nuove tensioni all’interno della Casa circondariale di Brissogne; a segnalarle è l'Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria-Osapp, che con una nota interna definita "urgentissima", datata giovedì 13 agosto, ha chiesto un intervento immediato alla direzione del carcere per risolvere il problema della mancata disponibilità dei televisori nelle celle. Secondo quanto riferito dal sindacato, i detenuti starebbero manifestando quotidianamente "vibranti proteste" proprio per la mancata consegna o disponibilità degli apparecchi televisivi. Una situazione che, secondo l’Osapp, non può essere considerata una questione secondaria perché starebbe contribuendo a creare "un clima di crescente tensione" all'interno delle sezioni detentive.
A pagarne le conseguenze sarebbe soprattutto il già ridotto contingente di agenti di Polizia penitenziaria impiegato nei reparti. Per il sindacato, infatti, le proteste potrebbero sfociare in ulteriori eventi critici, con ripercussioni sulla sicurezza dell'istituto e sulle condizioni di lavoro del personale, già chiamato a operare in una situazione di carenza di organico.
L’Osapp chiede quindi alla direzione del carcere di chiarire le ragioni per cui non sarebbe attualmente garantita la disponibilità dei televisori ai detenuti e, soprattutto, di individuare rapidamente una soluzione. Nel caso in cui il problema fosse di natura economica o legato alla mancanza di risorse, il sindacato rivolge un appello alle istituzioni affinché contribuiscano, ciascuna per le proprie competenze, a reperire i fondi necessari.
La lettera è stata indirizzata a un lungo elenco di destinatari, ovvero il direttore della Casa circondariale di Aosta-Brissogne, il presidente della Giunta regionale, il sindaco di Brissogne, la Direzione generale dei Detenuti e del Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, l’Ufficio del Personale e l’Ufficio Relazioni sindacali del Dap, l’Ispettorato della Funzione pubblica e il segretario generale dell’Osapp.
Già nel giugno scorso il sindacato, alla luce delle situazioni emerse anche attraverso gli organi di informazione, aveva chiesto l’intervento urgente dell’Ufficio ispettivo del Dap, del capo del personale del Dipartimento e della politica. Sulla gravità dei fatti denunciati da alcuni agenti della Polizia penitenziaria era stata presentata anche un’interrogazione parlamentare. A oggi, però, nessuna risposta e nessun intervento concreto; il silenzio e il disinteresse delle istituzioni avrebbero contribuito a far precipitare il carcere in una situazione di caos, tra inerzia e immobilismo. A pagarne il prezzo è soprattutto il personale della Polizia penitenziaria, che si sente abbandonato a se stesso e privo del necessario sostegno.
Per l’Osapp anche una questione apparentemente semplice come quella dei televisori rischia infatti di avere conseguenze sull'ordine e sulla gestione quotidiana del carcere, aggravando ulteriormente il lavoro degli agenti, che operano con "risorse operative limitate". Il sindacato sollecita pertanto un intervento della direzione e delle istituzioni per arrivare "in tempi brevi a una soluzione definitiva".




