Cronaca - 03 luglio 2026, 09:10

Presunte criticità nel carcere di Brissogne, il caso approda in Senato

Presentata un'interrogazione al ministro della Giustizia da quattro parlamentari del M5S

Presunte criticità nel carcere di Brissogne, il caso approda in Senato

Le presunte gravi criticità denunciate da sei appartenenti alla Polizia penitenziaria della Casa circondariale di Brissogne arrivano in Parlamento. I senatori Roberto Pirro, Sabrina Licheri, Ettore Antonio Licheri e Giuseppe Marton hanno presentato, giovedì 2 luglio, un'interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio chiedendo un intervento urgente per fare luce sulle pesanti accuse emerse nelle scorse settimane.

L'atto di sindacato ispettivo prende le mosse dalle notizie di stampa pubblicate il 24 giugno e dalla segnalazione sottoscritta da sei agenti, trasmessa agli organi competenti e alle organizzazioni sindacali. Nel documento vengono descritte situazioni che, se confermate, delineerebbero un clima lavorativo fortemente deteriorato all'interno dell'istituto penitenziario valdostano.

L'interrogazione ribadisce che gli agenti denunciano un ambiente caratterizzato da intimidazioni, minacce verbali, pressioni psicologiche, presunte vessazioni, disparità di trattamento e un utilizzo improprio dei procedimenti disciplinari, ritenuti strumenti di pressione nei confronti del personale. Viene inoltre contestata un'organizzazione del lavoro che avrebbe generato un forte disagio tra gli operatori.

Tra gli aspetti ritenuti più delicati figura il presunto utilizzo improprio del sistema di videosorveglianza; i firmatari riferiscono infatti che alcune telecamere sarebbero state impiegate per monitorare in modo mirato l'attività di specifici agenti della Polizia penitenziaria, circostanza che – qualora trovasse conferma – potrebbe configurare violazioni delle norme poste a tutela dei lavoratori, della loro riservatezza e del corretto esercizio dei poteri dell'Amministrazione.

L'interrogazione richiama anche le segnalazioni relative al crescente disagio psicologico tra il personale; secondo quanto riportato, diversi appartenenti al Corpo avrebbero fatto ricorso al servizio di supporto psicologico dell'Amministrazione penitenziaria a causa dello stress lavorativo provocato dal clima interno. I sei agenti lamenterebbero inoltre l'assenza di adeguati strumenti di tutela per chi segnala eventuali irregolarità, denunciando il timore di possibili ritorsioni professionali.

I senatori ricordano inoltre una precedente interrogazione parlamentare già presentata sulla situazione del carcere di Brissogne, nella quale erano state evidenziate criticità quali carichi di lavoro eccessivi, turni estenuanti, riposi settimanali spostati o annullati, scarsa comunicazione con il personale, limitate prospettive di crescita professionale e difficoltà nella conciliazione tra vita privata e lavoro. Un contesto che, secondo quanto richiamato nell'atto, sarebbe culminato anche nelle dimissioni di un giovane agente.

Nell'interrogazione si sottolinea che, qualora anche solo una parte delle circostanze denunciate risultasse fondata, ci si troverebbe di fronte a una situazione incompatibile con i principi di legalità, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, oltre che potenzialmente pregiudizievole per il corretto funzionamento dell'istituto penitenziario.

Per questo motivo i parlamentari chiedono al ministro Nordio se sia a conoscenza dei fatti esposti e se intenda disporre con urgenza un'ispezione ministeriale presso la Casa circondariale di Brissogne per verificare la fondatezza delle accuse. Domandano inoltre se il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria abbia acquisito formalmente la segnalazione dei sei agenti, quali iniziative siano state adottate per tutelare i denuncianti da eventuali pressioni o ritorsioni e se siano stati avviati procedimenti amministrativi, disciplinari o ispettivi, chiedendo infine di conoscerne gli eventuali esiti.

pa.ga.

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