Tra Cielo e Terra - 31 maggio 2026, 08:20

Il cielo sopra di noi; guida alle meraviglie del firmamento di giugno

Con il solstizio si apre la stagione delle calde notti d'estate, tra pianeti all'orizzonte, il ritorno degli anelli di Saturno e i segreti della tredicesima costellazione

Lìammasso globulare M13 - Fonte Wikipedia

Lìammasso globulare M13 - Fonte Wikipedia

Con l'arrivo di giugno entriamo nel periodo dell'anno dominato dal solstizio estivo, il preciso momento in cui il Sole staziona più a lungo sopra l'orizzonte. L'appuntamento con l'inizio dell'estate astronomica è fissato per il 21 giugno alle ore 10,26 dell'ora legale, regalandoci la giornata più lunga dell'anno con ben 15 ore e 38 minuti di luce naturale, una stagione che ci accompagnerà fino al prossimo equinozio d'autunno del 23 settembre. Durante questo mese il Sole compie la sua transizione partendo dalla costellazione del Toro e spostandosi, proprio a partire dal giorno 21, in quella dei Gemelli. Le giornate si allungano visibilmente: se all'inizio del mese l'alba scatta alle 5,33 e il tramonto alle 20,56, a metà mese la nostra stella sorge alle 5,29 per tuffarsi dietro l'orizzonte alle 21,05, fino ad arrivare a fine giugno con il soleggiamento massimo che si estende dalle 5,33 alle 21,07.

Alzando gli occhi al cielo, la volta celeste muta pelle. Verso est-nordest iniziano a fare la loro comparsa le grandi protagoniste della stagione calda come la Lira, il Cigno e l'Aquila, mentre le costellazioni primaverili, capitanate dal Leone, si avviano lentamente verso il tramonto a ovest. Una caratteristica peculiare di questo periodo riguarda le costellazioni zodiacali estive, che transitano molto più basse rispetto a quelle che ammiriamo in inverno. Se nei mesi freddi eravamo abituati a vedere i Gemelli quasi allo zenit, proprio sopra le nostre teste, ora a sud lo Scorpione e la sua stella principale, la rossa Antares, faticano a emergere dalle foschie e dal chiarore dell'orizzonte. Riuscire a scorgere l'intera figura dello Scorpione intatta diventa così una vera e propria sfida per gli appassionati, poiché i profili dei rilievi montuosi o le dense nebbie serali tendono spesso a nasconderla.

Sempre lungo la fascia dello zodiaco, un ruolo curioso è giocato da Ofiuco, noto anche come Serpentario. Si tratta di una costellazione poco visibile a occhio nudo a causa di stelle piuttosto deboli, ma che finisce spesso al centro delle cronache per essere considerata a tutti gli effetti la tredicesima costellazione zodiacale.

Dal punto di vista astronomico non c'è alcun mistero: la costellazione dello Scorpione si sviluppa in gran parte al di sotto della linea dell'eclittica, ovvero il percorso apparente del Sole nel cielo. La nostra stella, dopo aver sfiorato la parte superiore dello Scorpione, prosegue semplicemente il suo cammino attraversando i confini di Ofiuco.

Spostando lo sguardo a sud-est si fa largo il Sagittario, la costellazione che custodisce la parte centrale della nostra galassia. Un tempo la Via Lattea si mostrava facilmente come una scia luminosa nelle notti serene, mentre oggi, purtroppo, lo spettro crescente dell'inquinamento luminoso la rende quasi invisibile. Nonostante ciò, puntando un buon binocolo verso questa regione di cielo, è ancora possibile perdersi nella meraviglia di un fitto tappeto di astri e nebulose concentrati a brevissima distanza tra loro.

Se ci si allontana dalla linea dello zodiaco per guardare verso i punti più alti del cielo, a sud spicca la luminosità di Arturo, la stella principale del Bootes che si distingue per una tenue e affascinante colorazione arancione. Poco più a est e vicina al punto più alto della volta celeste brilla invece Vega, l'astro bianco-azzurro della Lira.

Questo periodo dell'anno è inoltre perfetto per dare la caccia a M13, uno degli ammassi globulari più spettacolari del profondo cielo. Questo immenso nucleo si trova all'interno di Ercole, una costellazione riconoscibile da un piccolo quadrilatero irregolare situato proprio allo zenit. M13 orbita ai confini della Via Lattea a una distanza superiore ai ventimila anni luce ed è composto da centinaia di migliaia di stelle densamente raggruppate.

Attraverso l'obiettivo di un telescopio si mostra come un fitto sciame sferoidale e, se si ha la fortuna di osservare sotto un cielo particolarmente terso e trasparente, la strumentazione permette di isolare persino le stelle più deboli che popolano i suoi margini periferici.

Volgendo lo sguardo verso la porzione settentrionale del cielo, l'Orsa Maggiore domina la scena con il celebre e inconfondibile profilo delle sette stelle del Grande Carro, mentre l'Orsa Minore custodisce la fondamentale Stella Polare, il perno immobile attorno a cui sembra ruotare l'intero firmamento. Tra le due Orse è possibile scorgere la sagoma sinuosa e allungata del Drago, che si incunea elegantemente nello spazio compreso tra i due carri. Anche la Luna accompagnerà le nostre notti scandendo il tempo con le sue quattro fasi principali, che vedranno l'ultimo quarto l'8 del mese, la Luna nuova il 15, il primo quarto il 21 in concomitanza con il solstizio, e infine la Luna piena che illuminerà la notte del 30 giugno.

Il quadro del cielo di giugno si completa con i pianeti del nostro sistema solare, che offrono uno spettacolo diviso in due tempi. Durante la prima parte della notte e subito dopo il tramonto, il trio composto da Mercurio, Giove e Venere sarà visibile mentre attraversa le costellazioni dei Gemelli e del Cancro. Per gli osservatori più mattinieri, la seconda parte della notte riserva invece le sorprese migliori a est, in direzione dell'alba. Nella costellazione dei Pesci fa infatti il suo ritorno Saturno, che torna finalmente a mostrarsi in condizioni ottimali permettendoci di ammirare la maestosità e la bellezza del suo celebre sistema di anelli.

A breve distanza dal pianeta con gli anelli, sempre confinato tra le stelle dei Pesci, i più esperti e attrezzati potranno tentare anche l'osservazione del lontano e gelido Nettuno. 

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