Resta acceso lo scontro politico in Consiglio Valle sulla vicenda della chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes. I gruppi di minoranza Fratelli d’Italia, AdC, Lega Vallée d’Aoste, PD-FP, AVS e La Renaissance Valdôtaine in una nota congiunta accusano la maggioranza regionale di aver evitato un vero confronto politico e tecnico sul dossier, definendo quanto avvenuto nell’ultima adunanza consiliare "un’operazione costruita nelle ultime ore e poi sottratta alla discussione".
Nel mirino delle opposizioni vi è soprattutto la gestione della risoluzione depositata dalla maggioranza nella tarda giornata di ieri, giovedì 21 maggio, con cui si impegnano il presidente della Giunta, Renzo Testolin e il Governo regionale a chiedere formalmente la convocazione dell’assemblea dei soci di Sav Spa per approfondire possibili soluzioni alternative alla chiusura totale e prolungata della tratta autostradale.
Secondo i gruppi di minoranza, una questione di tale portata per la mobilità regionale, il tessuto economico e la vita quotidiana dei valdostani avrebbe richiesto "tempi, modalità e livelli di informazione completamente diversi".
Le opposizioni sostengono di aver assunto un atteggiamento "responsabile e costruttivo", dichiarandosi disponibili sia all’iscrizione sia alla discussione della risoluzione della maggioranza, ma ponendo come condizione preliminare l’esame delle tre iniziative ispettive già depositate dai gruppi di minoranza il 24 aprile scorso, in vista del Consiglio del 5 maggio.
A tale scopo era stata avanzata una mozione procedurale per invertire l’ordine del giorno e affrontare dapprima le interrogazioni e successivamente la risoluzione della maggioranza. Proposta che però è stata respinta dall’Aula.
"Nel corso del dibattito è emerso un rifiuto netto rispetto a ogni proposta avanzata dalla minoranza, in continuità con un metodo politico ormai consolidato in questi mesi di legislatura", affermano i consiglieri di opposizione.
I gruppi spiegano inoltre di essersi dichiarati disponibili a prolungare i lavori del Consiglio oltre le ore 20 per consentire un confronto approfondito sul tema. Ma, sottolineano, "alle 20.03, subito dopo il voto favorevole all’iscrizione della risoluzione, il Consiglio regionale è stato sciolto dalla Presidente del Consiglio (Stefano Aggravi ndr), impedendo di fatto ogni discussione sul merito del documento".
Le opposizioni evidenziano poi quella che definiscono una "contraddizione politica evidente". Secondo i gruppi consiliari, se il presidente Testolin intendeva già convocare l’assemblea dei soci Sav, non si comprenderebbe la necessità di una risoluzione consiliare che lo impegnasse a svolgere un’attività già rientrante nelle sue prerogative istituzionali.
Da qui l’affondo politico: "Questa vicenda evidenzia soprattutto una fragilità politica del Presidente della Giunta e della sua maggioranza, che sentono il bisogno di cercare una sorta di legittimazione consiliare per assumere iniziative che dovrebbero essere naturali e immediate".
Le minoranze sollevano infine dubbi anche sul contenuto stesso della risoluzione, osservando che nella documentazione tecnica illustrata durante gli incontri istituzionali sarebbe emerso come la Protezione civile regionale avesse richiesto una valutazione tecnica indipendente per verificare se la chiusura totale costituisca davvero l’unica soluzione possibile. Per questo motivo, concludono i gruppi di opposizione, sarebbe stato necessario aprire "un vero dibattito politico e tecnico in Aula" su una vicenda che continua ad alimentare tensioni sia sul piano infrastrutturale sia su quello politico.




