Fresco di Stampa - 05 maggio 2026, 10:41

Han Kang torna in libreria con 'La scatola delle lacrime', Adelphi Edizioni

Con questa nuova opera Han Kang trasforma il pianto in un gesto di coraggio. Attraverso una fiaba moderna illustrata da Bomroya, la Premio Nobel invita a guardare la fragilità come un luogo di cura e rinascita

Han Kang torna in libreria con 'La scatola delle lacrime', Adelphi Edizioni

Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura, torna a parlare al cuore dei lettori italiani con La scatola delle lacrime, pubblicato da Adelphi il 14 aprile 2026. Si tratta di un racconto breve, sospeso tra fiaba e rito intimo, che invita a guardare il dolore senza vergogna e a riconoscere nelle lacrime una forma di verità.

La storia si apre in un piccolo villaggio di montagna, dove vive una bambina che piange per ogni sfumatura del mondo: un’ombra, un soffio di vento, una nota lontana bastano a farle scendere lacrime limpide come pietre levigate dall’acqua. Un giorno, nel villaggio compare un uomo vestito di nero, accompagnato da un minuscolo uccellino blu dalle piume iridescenti. È un personaggio enigmatico, a metà tra il magico e il malinconico, che si presenta come un collezionista di lacrime: non cerca ricchezze materiali, ma le emozioni che gli esseri umani lasciano scivolare via dagli occhi.

Affascinata da quell’uomo e dalla strana energia dell’uccellino, la bambina decide di seguirli. Il viaggio che intraprende non è solo geografico: è un percorso interiore che la porta a trasformare il modo in cui percepisce il mondo e se stessa. Han Kang costruisce una narrazione lieve, quasi trasparente, che ricorda l’atmosfera delle fiabe di Miyazaki, ma sotto questa delicatezza si muovono temi profondi: la solitudine, la memoria, il bisogno di essere visti davvero.

Le lacrime diventano così un archivio emotivo, tracce di ciò che ci ha ferito e cambiato. Il collezionista non le accumula per possederle, ma per restituirle: perché, suggerisce l’autrice, a volte abbiamo bisogno delle lacrime degli altri per riconoscere le nostre, o per capire che il dolore non è mai un’esperienza isolata.

A dare corpo visivo a questa fiaba sono le illustrazioni di Bomroya, che dialogano con il testo senza sovrastarlo. Le immagini amplificano l’atmosfera sospesa del racconto, alternando toni cupi e lampi di colore, come se la pagina stessa respirasse insieme alla protagonista. Il libro diventa così un oggetto da custodire, una piccola “scatola” che racchiude parole e immagini in equilibrio perfetto.

In un tempo che ci spinge a nascondere la vulnerabilità, La scatola delle lacrime ci chiede di fermarsi e  concedersi il lusso di essere fragili. Ci ricorda che il pianto non è un cedimento, ma un modo per restare umani. Han Kang ci offre una bussola emotiva;un racconto che non consola, ma accompagna.Per ciascuno di noi , a volte, una lacrima può essere un dono.

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a.a.

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