Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura, torna a parlare al cuore dei lettori italiani con La scatola delle lacrime, pubblicato da Adelphi il 14 aprile 2026. Si tratta di un racconto breve, sospeso tra fiaba e rito intimo, che invita a guardare il dolore senza vergogna e a riconoscere nelle lacrime una forma di verità.
La storia si apre in un piccolo villaggio di montagna, dove vive una bambina che piange per ogni sfumatura del mondo: un’ombra, un soffio di vento, una nota lontana bastano a farle scendere lacrime limpide come pietre levigate dall’acqua. Un giorno, nel villaggio compare un uomo vestito di nero, accompagnato da un minuscolo uccellino blu dalle piume iridescenti. È un personaggio enigmatico, a metà tra il magico e il malinconico, che si presenta come un collezionista di lacrime: non cerca ricchezze materiali, ma le emozioni che gli esseri umani lasciano scivolare via dagli occhi.
Affascinata da quell’uomo e dalla strana energia dell’uccellino, la bambina decide di seguirli. Il viaggio che intraprende non è solo geografico: è un percorso interiore che la porta a trasformare il modo in cui percepisce il mondo e se stessa. Han Kang costruisce una narrazione lieve, quasi trasparente, che ricorda l’atmosfera delle fiabe di Miyazaki, ma sotto questa delicatezza si muovono temi profondi: la solitudine, la memoria, il bisogno di essere visti davvero.
Le lacrime diventano così un archivio emotivo, tracce di ciò che ci ha ferito e cambiato. Il collezionista non le accumula per possederle, ma per restituirle: perché, suggerisce l’autrice, a volte abbiamo bisogno delle lacrime degli altri per riconoscere le nostre, o per capire che il dolore non è mai un’esperienza isolata.
A dare corpo visivo a questa fiaba sono le illustrazioni di Bomroya, che dialogano con il testo senza sovrastarlo. Le immagini amplificano l’atmosfera sospesa del racconto, alternando toni cupi e lampi di colore, come se la pagina stessa respirasse insieme alla protagonista. Il libro diventa così un oggetto da custodire, una piccola “scatola” che racchiude parole e immagini in equilibrio perfetto.
In un tempo che ci spinge a nascondere la vulnerabilità, La scatola delle lacrime ci chiede di fermarsi e concedersi il lusso di essere fragili. Ci ricorda che il pianto non è un cedimento, ma un modo per restare umani. Han Kang ci offre una bussola emotiva;un racconto che non consola, ma accompagna.Per ciascuno di noi , a volte, una lacrima può essere un dono.
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