Tra Cielo e Terra - 31 marzo 2026, 14:00

Il cielo di aprile , tra gli ultimi bagliori d’inverno e le prime luci dell’estate

Nel cielo di aprile convivono ancora le stelle più luminose dell’inverno, mentre il Leone e la Vergine dominano la scena primaverile con galassie lontanissime ma osservabili. Arturo brilla a est, l’Orsa Maggiore raggiunge lo zenit e, oltre la mezzanotte, compaiono le prime stelle dell’estate. Giove resta l’unico pianeta facilmente visibile. Ecco cosa osservare nel cielo di questo mese

Il cielo di aprile , tra gli ultimi bagliori d’inverno e le prime luci dell’estate

Nei primi giorni di aprile, al calare della sera, volgendo lo sguardo verso ovest possiamo ancora ammirare le grandi stelle dell’inverno: Sirio, Betelgeuse, Rigel e Procione. Con l’avanzare del buio lo scenario si sposta verso sud, dove il Leone domina l’orizzonte con la sua forma riconoscibile e con le sue stelle più note, Regolo e Algieba. Quest’ultima, al telescopio, rivela la sua natura di splendida doppia giallo‑arancio. Nella stessa costellazione si trovano diverse galassie, visibili come deboli batuffoli grigi nonostante l’inquinamento luminoso: tra le più accessibili M95, M96 e M105, a est di Regolo, e le celebri M65 e M66 nella parte orientale del Leone.

Proseguendo lungo la fascia zodiacale verso sud‑est incontriamo la Vergine, riconoscibile grazie alla brillante Spica. In questa regione si trova uno degli ammassi di galassie più vicini a noi, pur sempre a circa 50 milioni di anni luce: un insieme di migliaia di galassie di forme e dimensioni diverse, un vero viaggio nello spazio profondo per chi osserva al telescopio.

A est brilla Arturo, stella giallo‑arancio della costellazione del Bifolco, dalla caratteristica forma ad aquilone. Più in alto, nei Cani da Caccia, si può individuare l’ammasso globulare M3, ricchissimo di stelle, mentre ancora più a nord si trova la spettacolare galassia a spirale M51, distante 15 milioni di anni luce. Allo zenit campeggia l’Orsa Maggiore con il Grande Carro e la coppia Mizar‑Alcor, visibile a occhio nudo solo con un po’ di attenzione. Chi prolunga l’osservazione oltre la mezzanotte vedrà sorgere a nord‑est le prime luci dell’estate celeste: Vega nella Lira e Deneb nel Cigno, destinate a dominare i cieli dei mesi successivi.

In questo periodo l’unico pianeta facilmente osservabile è Giove, nella costellazione dei Gemelli, visibile nella prima metà della notte.

Il Sole, nel corso del mese, si sposta dai Pesci all’Ariete. Le sue levate e i suoi tramonti segnano un progressivo allungarsi delle giornate:

– il 1° sorge alle 6:57 e tramonta alle 19:44

– il 15 sorge alle 6:31 e tramonta alle 20:01

– il 30 sorge alle 6:07 e tramonta alle 20:20

 La Luna offre una Piena il 2, l’Ultimo Quarto il 10, la Nuova il 17 e il Primo Quarto il 24. 

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red.laprimalinea.it

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