La gestione e le attività dei cosiddetti 'porteurs' (procacciatori di clienti) al Casino de la Vallée, oggetto di una ormai nota inchiesta della Guardia di finanza di Aosta, approda nell’aula del Consiglio Valle. I gruppi Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno depositato un’interpellanza per chiedere alla Giunta di fare piena luce sul ruolo di questi intermediari e sui rapporti degli stessi con la Casa da gioco, anche proprio alla luce dell’indagine penale in corso, che ha visto perquisizioni e due funzionari del Casino iscritti nel registro degli indagati insieme ad altre 31 persone.
Il tema è lo stesso che da settimane Laprimalinea.it sta seguendo con continuità, raccontando gli sviluppi dell’inchiesta della Guardia di Finanza sulle attività legate ai porteurs e ai clienti di elevata capacità economica convogliati al Casinò.
Nel testo, i consiglieri ricordano il procedimento aperto dalla Procura di Aosta e sottolineano come, secondo notizie di stampa, l’indagine ruoti attorno ad alcuni grandi giocatori indirizzati alla Casa da gioco proprio da questi intermediari. Una presenza definita “ambigua e poco trasparente”, soprattutto considerando che il Casinò è di proprietà regionale e quindi soggetto a un dovere rafforzato di chiarezza verso cittadini e istituzioni.
Da qui le domande rivolte all’esecutivo: come vengano gestiti i porteurs e se abbiano rapporti diretti con la dirigenza o altre strutture aziendali; con quali modalità siano retribuiti, se percepiscano percentuali sulle giocate o dispongano di linee di credito da “girare” ai clienti; quali presidi antiriciclaggio siano adottati nel caso di crediti trasferiti a terzi; se la Presidenza della Regione, in qualità di proprietaria, sia informata e intenda vigilare sui rapporti per garantire il rispetto della legalità.
In aula, il Presidente della Giunta, Renzo Testolin (foto sopra), ha riferito quanto comunicato dalla Casino de la Vallée spa. Secondo la società, i porteurs – in linea con una prassi diffusa nei casinò italiani ed esteri – svolgono un’attività di segnalazione e gestione di clienti 'high roller', regolata da contratti specifici di promozione commerciale.
La remunerazione avverrebbe tramite una percentuale sulla capacità di gioco dei clienti segnalati, mentre i contratti non prevedono aperture di credito. Inoltre, la Casa da gioco ha precisato di non gestire direttamente i rapporti tra porteurs e clienti.
Sul fronte dei controlli, il sistema interno sarebbe strutturato per prevenire violazioni della normativa antiriciclaggio, con procedure esaminate dagli organi istituzionali nazionali competenti e oggetto di aggiornamento continuo. Eventuali operazioni sospette – è stato ribadito dal Presidente Testolin – vengono segnalate secondo quanto previsto dalla legge. Quanto alla governance, la società ha richiamato la propria responsabilità diretta nel vigilare sul rispetto della legalità all’interno dell’azienda, mentre l’Amministrazione regionale esercita il controllo sia come azionista negli organi societari sia come titolare della concessione, attraverso i propri organismi di vigilanza.
Nella replica, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha espresso forte preoccupazione per l’attuale gestione del Casino de la Vallée di Saint-Vincent.
Pur prendendo atto delle spiegazioni fornite e delle task force annunciate, i consiglieri hanno parlato di una governance "inefficace e poco coerente", con la sensazione che la Casa da gioco stia tornando su "strade che sembravano abbandonate". Particolarmente criticata la scelta dell’Amministratore unico di non presentare querela per i fatti che hanno coinvolto il Casinò, elemento giudicato "clamoroso" e sintomo, insieme ad alcune decisioni sul personale, di un approccio ritenuto casuale.
Da qui la richiesta politica di una guida "più rigorosa e responsabile", capace di scelte mirate per evitare il riemergere di criticità che – secondo la Lega – parevano superate dopo la fase di messa in sicurezza seguita al concordato.




