Nella nostra rubrica 'Fresco di stampa', questa settimana, vogliamo fare qualcosa di diverso: non un solo titolo, ma un piccolo viaggio tra i libri che hanno lasciato un’impronta nel 2025. A ispirarci è stata la selezione pubblicata da Rivista Studio che ha individuato dieci opere capaci di raccontare il nostro tempo con profondità e sguardo critico. Noi di Laprimalinea.it le raccontiamo con la nostra voce, per offrire ai lettori un quadro chiaro e aggiornato di ciò che vale la pena recuperare in questo inizio d’anno.
Il 2025 letterario, secondo la ricognizione di Rivista Studio, è stato attraversato da un filo comune. Molti protagonisti vivono un’età di mezzo, quella fase in cui si guarda indietro per capire cosa si è diventati e si guarda avanti con un misto di timore e desiderio. È un anno dominato da romanzi che interrogano la maturità, la fragilità, le identità digitali, le eredità familiari e le contraddizioni politiche del presente.
Tra i titoli più discussi spicca Nella carne di David Szalay (Adelphi), vincitore del Booker 2025, un romanzo asciutto e implacabile che segue la parabola di un uomo dell’Est Europa attraverso mezzo secolo di storia. È un libro che non si limita a raccontare la mascolinità, ma la attraversa, la scortica, la osserva mentre si misura con i grandi passaggi del mondo contemporaneo.
Accanto a lui, Gli antropologi di Ayşegül Savaş (Feltrinelli Gramma) offre un ritratto delicato e sospeso dei Millennial, una generazione che fatica a sentirsi davvero adulta. La storia di Asya e Manu, coppia di expat in cerca di una casa e di un posto nel mondo, diventa un romanzo sulla precarietà emotiva e sull’incertezza come condizione esistenziale.
Il mondo digitale, con le sue derive e le sue ossessioni, è invece al centro di Rifiuto di Tony Tulathimutte (Edizioni E/O), una raccolta di racconti che scandaglia le identità online, le pose ideologiche, le chat, gli eccessi e le fragilità di un’umanità iperconnessa. È un libro che riesce a essere comico e disturbante allo stesso tempo.
Tra le opere più intime e difficili da incasellare c’è Lo Sbilico di Alcide Pierantozzi (Einaudi), un testo che sfuma i confini tra testimonianza e invenzione. È un viaggio nella mente dell’autore, nella sua fragilità e nella sua lucidità, in un linguaggio che alterna poesia e ferocia.
Con Nirvana di Tommy Wieringa (Iperborea), prende forma un romanzo familiare che si muove tra Ibiza e l’Olanda, tra arte contemporanea e segreti del passato. Il protagonista, Hugo Adema, si trova a fare i conti con una verità oscura che riguarda la sua famiglia e il suo stesso modo di stare al mondo.
Il 2025 è stato anche l’anno di libri che hanno affrontato la politica e il conflitto. Un giorno tutti diranno di essere stati contro di Omar El Akkad (Feltrinelli Gramma) nasce da un post diventato virale e si trasforma in una riflessione sulla moderazione, sulla responsabilità e sulla frattura morale che attraversa l’Occidente dopo Gaza.
Sul versante più sperimentale, Orbital di Samantha Harvey (NN Editore) – Booker Prize 2024 – porta il lettore sulla Stazione Spaziale Internazionale per un giorno intero, seguendo sei astronauti in un romanzo che è quasi un esercizio di percezione, un modo per guardare la Terra da lontano e sentirne la vertigine.
Cuore l’innamorato di Lily King (Fazi) racconta invece un triangolo amoroso che diventa una meditazione sulle occasioni mancate, sulla fine della giovinezza e su ciò che resta quando le strade si separano.
Il mio primo libro di Honor Levy (Mercurio) dà voce alla generazione cresciuta tra pc e smartphone, costruendo un testo che è un collage di linguaggi digitali, ironia, apocalisse e identità frammentate.
Chiude la lista Sangue nelle macchine di Brian Merchant (Einaudi), un saggio che ribalta la narrazione tradizionale sul luddismo e lo restituisce come un movimento consapevole, politico, profondamente moderno. Una riflessione che parla anche al presente, alle tensioni tra tecnologia, lavoro e comunità.
Questi dieci titoli offrono una fotografia nitida delle tensioni, delle domande e delle trasformazioni che hanno attraversato il 2025; le storie che hanno animato il dibattito culturale dell’anno passato e che continueranno a influenzare il 2026. Dalle identità digitali alle fragilità adulte, dalle eredità familiari alle fratture politiche globali. Sono libri diversi per stile e prospettiva, ma tutti capaci di restituire uno sguardo lucido sul presente. Un buon punto di partenza per chi vuole orientarsi nella narrativa e nella saggistica contemporanea senza perdere ciò che davvero ha contato.
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