Cronaca - 06 novembre 2026, 16:25

Inchiesta corruzione Cva, il gip rigetta le richieste di arresto per Argirò e Malacarne

Giuseppe Argirò e Marco Malacarne

Giuseppe Argirò e Marco Malacarne

Niente arresti domiciliari per Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile nell’inchiesta per presunta corruzione della Procura di Palermo che coinvolge i due ex manager del gruppo Cva. La gip del tribunale di Palermo iuseppa Zampino ha deciso sulle richieste cautelari dopo gli interrogatori preventivi di ottobre, durante i quali entrambi avevano respinto le accuse. La giudice ha invece disposto i domiciliari per l’ex vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao, per l’avvocato Pierluigi Matta e per l'imprenditore Luigi Zancla. 

 

Per Argirò, ex amministratore delegato di Cva e Malacarne Gentile, già co-direttore generale del gruppo ed ex vertice di Cva Eos, la Procura aveva sollecitato i domiciliari nell’ambito del filone relativo a un incarico di consulenza da 147mila euro affidato a Matta. Secondo l’ipotesi investigativa, parte dei compensi sarebbe stata destinata ad Armao per agevolare le autorizzazioni ambientali dei progetti energetici in Sicilia. Una ricostruzione contestata dai due manager, che davanti alla gip avevano sostenuto la regolarità dell’incarico e respinto ogni addebito. La difesa di Argirò aveva inoltre escluso che il proprio assistito fosse a conoscenza di somme versate ad Armao, mentre Malacarne Gentile aveva spiegato di avere soltanto rinnovato il contratto di consulenza con Matta.

La mancata applicazione dei domiciliari riguarda la fase cautelare del procedimento e non costituisce una decisione definitiva sulle accuse.

pa.ga.

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