Garantire l’acqua agli alpeggi e conciliare il lavoro degli allevatori con la presenza di escursionisti e sportivi: sono le due sfide al centro del forum transfrontaliero che martedì 3 novembre ha riunito a Saint-Christophe 56 partecipanti tra tecnici, amministratori, gestori di aree protette, allevatori e professionisti del settore.
Ospitato nella sede dell’assessorato regionale dell’Agricoltura e Risorse naturali, l’incontro si è svolto nell’ambito del progetto Interreg ALCOTRA Francia–Italia ECO ALP 2050, cofinanziato dall’Unione europea e dedicato alla gestione sostenibile degli ecosistemi d’alpeggio. Il confronto, condotto in francese, ha messo in relazione esperienze italiane, francesi e svizzere, affrontando questioni che attraversano i confini e interessano il futuro delle attività pastorali sull’intero arco alpino.
Dopo i saluti dell’assessora, Speranza Girod, il direttore della Sperimentazione dell’Institut Agricole Régional (ente capofila del progetto), Mauro Bassignana, ha illustrato gli obiettivi dell’iniziativa, introducendo una giornata dedicata a interventi ed esperienze maturati in diversi territori di montagna.
La mattinata ha affrontato il tema della disponibilità e della gestione dell’acqua, su cui pesano gli effetti dei cambiamenti climatici e le crescenti esigenze dei territori alpini. Andrea Mainetti, del Parco nazionale Gran Paradiso, ha presentato ACLIMO, progetto rivolto alla preservazione della risorsa idrica negli ambienti sensibili, mentre Solène Pignard, di Réserves Naturelles de France, ha illustrato Waterwise, che punta a costruire una visione locale condivisa sulla gestione dell’acqua. Dal Canton Vallese, Laurent Maret ha portato l’esperienza svizzera degli interventi di miglioramento strutturale e della strategia cantonale per una gestione integrata della risorsa.
Nel pomeriggio il confronto si è spostato sulla frequentazione degli alpeggi e sulla convivenza tra attività pastorali, turismo e sport all’aria aperta, un tema che riguarda tanto la tutela degli ecosistemi quanto la possibilità, per chi lavora in quota, di condividere gli spazi con visitatori consapevoli delle caratteristiche e delle esigenze di questi luoghi.
Mathilde Orlhac, della Société d’Économie Alpestre de Haute-Savoie, ha presentato la piattaforma Pasto Kezako, dedicata alla conoscenza del mondo pastorale e alla condivisione degli spazi. Julie Higel e Camille Pousse, del Parc naturel régional du massif des Bauges, hanno illustrato la campagna La montagne respect, nata per favorire la convivenza tra i diversi modi di vivere e frequentare la montagna. Pietro Merzi, di ALPARC, ha invece approfondito il progetto LivesAlpsNature, che mira a ridurre l’impatto delle attività sportive all’aperto sugli ecosistemi alpini.
Le esperienze presentate hanno offerto strumenti e possibili risposte a problemi comuni, evidenziando la necessità di un confronto continuativo tra allevatori, amministrazioni, aree protette e operatori del turismo.
L’iniziativa è stata promossa con il contributo dell’Institut Agricole Régional, di Asters – Conservatoire d’espaces naturels de Haute-Savoie, della Regione Valle d’Aosta e della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte e della Valle d’Aosta. Il forum è stato inoltre riconosciuto ai fini della formazione professionale continua degli agronomi e dei forestali.




