È dedicato al rapporto tra reati, pene e principio di proporzionalità nel diritto europeo il volume con cui Lorenzo Grossio, docente a contratto dell’Università della Valle d’Aosta, ha vinto il premio per la migliore prima monografia in Diritto dell’Unione europea, conferito dall’Associazione italiana degli studiosi della materia, AISDUE. Il riconoscimento, intitolato alla memoria del giurista Giuseppe Tesauro e giunto alla quarta edizione, è stato consegnato il 24 ottobre all’Università di Messina, durante il convegno annuale dell’associazione.
Grossio, che insegna Diritto dell’Unione europea e Diritto del commercio internazionale presso il Dipartimento di Scienze economiche e politiche dell’ateneo valdostano, è stato premiato per il libro Proportionality of Criminal Offences and Penalties in EU Law; A Hybrid Principle, pubblicato nel 2025 da Hart Publishing a Oxford.
Al centro della ricerca c’è il principio di proporzionalità dei reati e delle pene, esaminato sia rispetto alle scelte di incriminazione compiute a livello europeo, sia attraverso i limiti che il diritto dell’Unione impone al potere punitivo degli Stati membri. Un tema che riguarda, dunque, il rapporto tra le condotte da sanzionare, la severità delle pene e i vincoli che le istituzioni europee e nazionali devono rispettare.
Attraverso l’analisi della legislazione dell’Unione e della giurisprudenza della Corte di giustizia, Grossio sostiene che questo principio abbia una natura ibrida; la proporzionalità propria del diritto europeo si confronta con i diversi modelli elaborati nell’ambito del diritto penale, recependone alcuni elementi. Un’interazione che, secondo l’autore, dimostra la capacità del diritto dell’Unione di dialogare con altre discipline giuridiche conservando le proprie caratteristiche.
La commissione giudicatrice ha riconosciuto la correttezza metodologica della ricerca e l’approfondita conoscenza della materia, sottolineando l’originalità della ricostruzione di un principio destinato ad avere un peso crescente nel diritto europeo.
Il premio ricorda Giuseppe Tesauro, già professore di Diritto delle Comunità europee all’Università di Napoli, avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, della Corte costituzionale e della stessa AISDUE.




