Attualità - 04 novembre 2026, 18:05

Courmayeur celebra il 4 novembre con un richiamo all’impegno per la pace

Courmayeur celebra il 4 novembre con un richiamo all’impegno per la pace

La memoria dei Caduti e la responsabilità di costruire la pace attraverso i comportamenti di ogni giorno hanno segnato la celebrazione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, questa mattina a Courmayeur. Davanti al monumento ai Caduti si sono riuniti autorità civili, religiose e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma e il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi.

La deposizione della corona d’alloro e il silenzio in ricordo delle vittime delle guerre hanno aperto la cerimonia. Sono seguite le letture dei messaggi istituzionali; quello del ministro della Difesa, affidato al maresciallo ordinario Valerio Theodule e quello del presidente della Repubblica, letto dal tenente colonnello Patrick Farcoz, comandante del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur.

Nel suo intervento, il sindaco Roberto Rota ha preso spunto dal messaggio scelto per le celebrazioni, 'Forze Armate a difesa della nostra libertà', per ricordare quanto la libertà sia una conquista da custodire, della quale non si può dimenticare il prezzo. Il primo cittadino ha richiamato il significato del 4 Novembre come giornata che celebra la pace dopo il conflitto, soffermandosi sulla distinzione tra patriottismo e nazionalismo e sulla responsabilità di favorire il dialogo e l’incontro tra i popoli.

Durante la commemorazione, Rota ha rivolto un pensiero ai quattro italiani ricordati nel suo discorso come vittime della recente caduta di un elicottero della missione europea Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina: i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci del Corpo militare della Croce Rossa Italiana. Il ringraziamento del sindaco è andato anche a quanti lavorano quotidianamente per la comunità, dalle Forze dell’ordine alla Protezione civile, dai volontari al personale sanitario e scolastico.

Una parte centrale dell’intervento ha riguardato il valore delle commemorazioni in un presente ancora attraversato dalle guerre. Per Rota, il senso della cerimonia sta nella capacità di tradurre il ricordo in una maggiore consapevolezza, riconoscendo che la pace richiede un impegno continuo, che comincia nelle famiglie e nelle scuole, nel contrasto al bullismo e alla violenza.

Il monumento ai Caduti diventa così un richiamo alla responsabilità personale e collettiva, un invito a interrogarsi sul contributo che ciascuno può dare a una società più giusta e meno violenta, portando questa riflessione anche oltre il momento della celebrazione.

L’alpino Roberto Rouffier ha quindi letto la Preghiera del Combattente, prima della benedizione impartita dal parroco don Gregorio Mrowczynski; la cerimonia si è conclusa con l’Inno nazionale.

red.laprimalinea.it

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