Cultura - 29 ottobre 2026, 11:31

Nella Via Lattea scoperto il primo buco nero 'microblazar'

Un team internazionale di ricercatori di Spagna, Paesi Bassi e Argentina ha identificato il primo microblazar mai osservato nella nostra galassia. La scoperta conferma una teoria formulata oltre trent'anni fa e apre nuove prospettive nello studio dei buchi neri e dei loro potenti getti di materia

Nella Via Lattea scoperto il primo buco nero 'microblazar'

Il protagonista della ricerca è IRAS 18293−0941, un oggetto astronomico situato a circa 12.000 anni luce dalla Terra nella costellazione dello Scudo. Il nome deriva da IRAS (Infrared Astronomical Satellite), il satellite che lo catalogò per la prima volta nel 1983 come sorgente infrarossa. Per decenni l'oggetto è rimasto poco studiato perché nascosto dietro una fitta nube di polveri interstellari che ne rendeva difficile l'osservazione con i tradizionali telescopi ottici. 

Grazie a un'approfondita campagna di osservazioni, gli astronomi hanno scoperto che IRAS 18293−0941 non è una singola stella, ma un sistema binario composto da una stella calda e massiccia e da un buco nero di circa dieci masse solari che le orbita attorno ogni 11,38 giorni. Il buco nero sottrae continuamente materia alla sua compagna stellare; una parte viene inghiottita, mentre il materiale restante viene espulso nello spazio attraverso due getti di particelle che viaggiano a circa tre quarti della velocità della luce. 

La particolarità del sistema è che uno di questi getti risulta orientato quasi direttamente verso la Terra. È proprio questa configurazione a renderlo il primo microblazar confermato della Via Lattea. 

Gli astronomi conoscono da tempo i blazar, tra gli oggetti più energetici dell'universo. Si tratta di enormi buchi neri supermassicci, situati al centro di galassie lontanissime, che emettono getti di materia diretti proprio lungo la direttrice verso il nostro pianeta. Fin dagli anni Novanta gli studiosi ipotizzavano che un fenomeno analogo potesse esistere anche nella Via Lattea, ma su scala molto più ridotta. Da qui il termine 'microblazar'. 

Per oltre trent'anni questa ipotesi è rimasta senza conferme definitive. IRAS 18293−0941 rappresenta oggi il primo esempio osservato in modo convincente e dettagliato. Le osservazioni radio ad altissima risoluzione hanno infatti mostrato un getto particolarmente brillante rivolto verso di noi, mentre il getto opposto appare quasi invisibile. Si tratta di un comportamento previsto dalla teoria della relatività di Einstein quando il materiale si muove a velocità prossime a quella della luce. 

Secondo i ricercatori, la scoperta permetterà di comprendere meglio come i buchi neri producono getti relativistici e come questi interagiscono con l'ambiente circostante. IRAS 18293−0941 potrebbe inoltre aiutare gli scienziati a studiare alcuni dei fenomeni più energetici dell'universo direttamente all'interno della nostra galassia.

Lo studio è stato guidato dall'Università di Jaén, in Spagna, con la collaborazione di ricercatori provenienti da Spagna, Paesi Bassi e Argentina, ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics

red.laprimalinea.it

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