Sono 62 i pazienti già trattati all’ospedale 'Parini' di Aosta con due tecniche mini-invasive per le malattie delle valvole cardiache, prestazioni che in precedenza richiedevano il trasferimento fuori Valle. Dal percorso di potenziamento della Cardiologia arriva anche un risultato sul fronte della ricerca; uno studio sull’insufficienza mitralica è stato selezionato per la pubblicazione sulla rivista internazionale Catheterization and Cardiovascular Interventions.
Il lavoro è stato presentato al 47esimo Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia interventistica, svoltosi a Milano dal 13 al 16 ottobre, dalla cardiologa Giulia Marchisio (nella foto sotto assieme a Paolo Scacciatella, direttore della Cardiologia al 'Parini'), giovane specialista che ha beneficiato di una borsa di studio regionale.
La ricerca prende in esame i pazienti valdostani sottoposti a riparazione della valvola mitrale al Parini nel 2025 e nel 2026 e quelli trattati, tra il 2020 e il 2024, all’IRCCS Policlinico San Donato di Milano. A selezionare lo studio per la pubblicazione è stato Robert J. Chilton, direttore editoriale della rivista.
Al centro del lavoro c’è la tecnica TEER, sigla inglese che indica la riparazione transcatetere dei lembi della valvola mitrale. La procedura permette di intervenire su determinate forme di insufficienza mitralica, nelle quali la valvola non si chiude correttamente e provoca un reflusso di sangue nel cuore: attraverso un catetere, generalmente introdotto dalla vena femorale, viene posizionato un dispositivo comunemente chiamato “clip”, che avvicina i lembi e riduce il rigurgito.
Introdotta ad Aosta nel dicembre 2024, questa metodica è stata utilizzata per 25 pazienti. Secondo quanto riferisce l’Azienda Usl, i risultati clinici sono positivi e in linea con quelli dei principali centri nazionali e internazionali. Il trattamento rappresenta un’opportunità per pazienti selezionati, in particolare quando il rischio della cardiochirurgia tradizionale è elevato.
A eseguire gli interventi sono Francesco Pisano e Paolo Scacciatella, direttore della Cardiologia, in collaborazione con gli specialisti di ecocardiografia Elisa Pelloni, Laura Contu e Lorenzo Zaccaro e con il supporto dell’Anestesia e Rianimazione.
Per Scacciatella, il riconoscimento valorizza un percorso che negli ultimi due anni ha consentito di portare in Valle trattamenti altamente specialistici e dimostra come anche un ospedale di dimensioni contenute possa contribuire alla ricerca scientifica attraverso il lavoro multidisciplinare e la collaborazione con altri centri. Il direttore sottolinea inoltre il contributo del personale infermieristico e degli operatori sociosanitari alla qualità dell’assistenza e alla sicurezza dei pazienti.
Al congresso di Milano è stata presentata anche l’esperienza aostana nella TAVI, l’impianto transcatetere di una valvola aortica, che consente di sostituire la valvola malata senza ricorrere alla tradizionale chirurgia a cuore aperto. Il programma, avviato nel marzo 2025, ha permesso finora di trattare 37 pazienti al Parini.
L’attività nasce dalla collaborazione con la Cardiochirurgia dell’ospedale Mauriziano di Torino, diretta da Paolo Centofanti, e prevede la presenza di un’équipe cardiochirurgica completa del centro torinese nella sala ibrida dell’ospedale aostano durante gli interventi. La procedura consiste nell’introduzione, attraverso un catetere generalmente inserito nell’arteria femorale, di una valvola biologica che viene collocata all’interno di quella malata. L’indicazione al trattamento riguarda pazienti con stenosi aortica severa e sintomatica e viene stabilita attraverso una valutazione multidisciplinare.
Il modello organizzativo e i risultati sono stati illustrati al congresso da Tarek Shail, emodinamista del Parini e recentemente eletto delegato regionale della Società italiana di cardiologia interventistica. All’attività collaborano anche l’Anestesia e Rianimazione, con Fabio Sciutti e Susanna Petrucci, la Chirurgia vascolare, con Federico Navarretta, e la Radiologia diretta da Massimiliano Natrella.
Il direttore sanitario dell’Usl, Mauro Occhi, individua nelle reti tra aziende sanitarie e regioni uno strumento per ridurre gli spostamenti dei pazienti verso Torino e gli altri grandi centri, collegando lo sviluppo dell’attività agli investimenti tecnologici e alla crescita delle competenze. L’assessore regionale alla Sanità, Carlo Marzi, richiama invece il ruolo della formazione e delle borse di studio nel consolidamento dei servizi.
La Cardiologia del Parini registra ogni anno circa 1.400 ricoveri, 1.200 procedure di emodinamica e cardiologia interventistica, 500 di elettrofisiologia, 12.000 prestazioni di ecocardiografia e 50.000 prestazioni ambulatoriali. Secondo i dati riportati dall’Usl, le valutazioni annuali dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali collocano i risultati di efficienza ed efficacia della struttura nelle fasce alta e molto alta.




