Cronaca - 26 ottobre 2026, 17:00

Carcere di Brissogne, disagi tecnici e accanimento disciplinare; l’Osapp chiede controlli urgenti

Carcere di Brissogne, disagi tecnici e accanimento disciplinare; l’Osapp chiede controlli urgenti

Acqua torbida e di colore marrone dai rubinetti della caserma degli agenti della Penitenziaria, un blackout elettrico e condizioni di servizio sulle quali un sindacato di categoria chiede verifiche immediate. Dopo l’articolo pubblicato ieri da Laprimalinea.it, l'Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria-Osapp interviene sulle nuove criticità del carcere di Brissogne e sollecita il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria-Dap ad agire per tutelare il personale.

In un comunicato diffuso oggi, lunedì 26 ottobre, il sindacato conferma che da alcuni giorni l’acqua di rubinetti, bidet e docce della caserma interna del penitenziario risulta marrone, una condizione che rende necessari accertamenti sulla qualità e sulla potabilità; alla questione idrica si aggiunge la segnalazione di un’interruzione dell’energia elettrica all’interno dell’istituto.

Sono i disagi raccontati ieri dal nostro giornale; locali della caserma senza corrente, difficoltà a utilizzare le piastre per cucinare e a provvedere all’igiene personale, agenti costretti a uscire anche per ricaricare i telefoni e mangiare. L’intervento sindacale dà ora riscontro pubblico alle criticità, mentre resta da accertare attraverso le analisi la qualità dell’acqua.

"Siamo stati inascoltati. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria continua a rimanere silente e immobile mentre le criticità si aggravano e il personale viene abbandonato a sé stesso", dichiara il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci. La richiesta è di procedere con controlli urgenti e interventi risolutivi: "Ci auguriamo che non accada nulla di grave, ma non si può aspettare che succeda l’irreparabile prima di intervenire. L’Amministrazione non può continuare a essere inerte, servono verifiche urgenti, interventi immediati e soluzioni definitive", aggiunge Beneduci, richiamando le ripetute denunce sulle condizioni dell’istituto.

Alle difficoltà materiali si affianca un altro fronte, distinto da quello affrontato nel comunicato dell’Osapp, che riguarda l’organizzazione del lavoro e i rapporti interni. Ulteriori elementi raccolti da Laprimalinea.it descrivono un clima di forte pressione psicologica, con turni particolarmente gravosi e riposi settimanali che verrebbero ripetutamente revocati per coprire le carenze di organico.

A distanza di alcuni mesi dalla denuncia sottoscritta da sei operatori, vengono inoltre riferite situazioni che il personale coinvolto interpreta come forme di pressione nei confronti di chi ha contestato la gestione dell’istituto. Tra queste figura il caso di un agente che sarebbe stato destinatario, in un arco temporale ristretto, di cinque o sei contestazioni disciplinari per episodi descritti come marginali e legati alla routine del servizio. Circostanze e motivazioni dei procedimenti richiedono riscontri e non consentono, da sole, di attribuire loro una finalità persecutoria. Particolare tensione avrebbero provocato anche alcuni accessi all’alloggio di un dipendente nella caserma durante un periodo di malattia; secondo la ricostruzione raccolta, un assistente capo coordinatore si sarebbe presentato alla porta comunicandogli di dover lasciare la stanza entro sette giorni, su disposizione del direttore. In una successiva occasione, il comandante di reparto e un assistente capo coordinatore addetto alla segreteria si sarebbero recati nell’alloggio per notificare un atto relativo a un procedimento disciplinare.

Si tratta di episodi per i quali viene chiesto un accertamento ispettivo del Dap, affinché siano chiariti modalità, ragioni e correttezza delle disposizioni e delle notifiche, insieme alle condizioni complessive di impiego del personale.

pa.ga.

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