Integrazione e solidarietà - 21 ottobre 2026, 07:45

Habita Aosta, ad oggi cento persone affiancate nella ricerca di una casa

Un momento della conferenza stampa; da sn Laurent Vicquéry, Arnela Pepelar, Marco Gheller e Angelo Aresu

Un momento della conferenza stampa; da sn Laurent Vicquéry, Arnela Pepelar, Marco Gheller e Angelo Aresu

Avere un lavoro e un reddito regolare non sempre basta per trovare una casa in affitto. È su questa difficoltà che interviene Habita Aosta, il progetto che nei primi tredici mesi di attività ha preso in carico cento cittadini provenienti da Paesi extraeuropei e regolarmente soggiornanti, contribuendo alla stipula di sedici contratti di locazione e al rinnovo di altri due.

I dati, aggiornati al 14 ottobre scorso, accompagnano l’annuncio della proroga disposta dal ministero dell’Interno fino al 31 dicembre 2028, con una dotazione economica che passa da 600 mila a 920.190 euro. Una continuità che consentirà di consolidare il servizio, operativo dall'1 settembre 2025, e di sviluppare nuovi strumenti per favorire l’accesso al mercato privato degli affitti.

"Ci rivolgiamo al mercato privato e a persone che lavorano, hanno un reddito adeguato e sono già ben inserite nella società, ma faticano a trovare un alloggio", spiega Marco Gheller, assessore alle Politiche sociali, ai Presidi di comunità e alla Coesione del Comune di Aosta. "Non parliamo quindi di case popolari, ma di uno strumento che mette in relazione istituzioni, proprietari e agenzie immobiliari per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. L’obiettivo è pragmatico; evitare che la città perda competenze e professionalità perché chi vuole viverci e lavorarci fatica a trovare casa".

La stabilità lavorativa costituisce un requisito fondamentale per accedere al progetto; i dati riportano 46 prese in carico con un contratto a tempo indeterminato, 23 con un’attività stagionale continuativa e quattro con un apprendistato della durata compresa tra tre e cinque anni. Tra le situazioni seguite figurano venti nuclei familiari, quattro dei quali monoparentali, per la maggior parte con figli minori, e sei studenti lavoratori.

Il Comune partecipa al progetto LGNet insieme ad altre ventuno città, con l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, Anci, e Cittalia. La coprogettazione coinvolge le cooperative sociali La Sorgente, L’Esprit à l’Envers ed En.AIP Vallée d’Aoste, mentre il servizio opera all’interno del Centro regionale 'Voce di colori', raccordandosi con i servizi locali e regionali.

L’accompagnamento comprende la ricerca dell’alloggio, il supporto nella stipula del contratto e la mediazione tra inquilini, proprietari e agenzie, proseguendo anche durante la locazione per agevolare la gestione del rapporto e tutelare entrambe le parti. "Le persone provenienti da altri Paesi che vivono sul nostro territorio incontrano maggiori ostacoli nell’accesso al mercato immobiliare", sottolinea Arnela Pepelar, referente del progetto per L’Esprit à l’Envers. "Il nostro compito è facilitare l’accesso alla casa, accompagnando le persone e costruendo relazioni di fiducia con proprietari, agenzie e servizi del territorio. Abitare, infatti, non significa soltanto trovare un alloggio, ma anche sentirsi parte di una comunità".

Dei sedici contratti di affitto conclusi, sei riguardano abitazioni situate fuori Aosta, nei comuni della Plaine; nel corso dell’anno sono state contattate venti agenzie immobiliari e sono stati effettuati contatti per 157 alloggi. Da settembre è stato inoltre avviato un dialogo con l’Unione piccoli proprietari immobiliari, mentre si è sviluppata una collaborazione con la Federazione italiana agenti immobiliari professionali-Fiaip della Valle d’Aosta.

Il presidente della federazione, Angelo Aresu, conferma la disponibilità a collaborare nella ricerca degli immobili, nell’accoglienza delle richieste, nella mediazione creditizia e nelle consulenze. È stata avviata anche una sperimentazione di coabitazione in un appartamento in locazione al Comune di Aosta, che interessa attualmente tre nuclei familiari, per complessivi cinque adulti e tre minori.

Al lavoro sugli affitti si affiancano le iniziative di sensibilizzazione. L’incontro 'La città che ci unisce', organizzato il 21 marzo, ha coinvolto oltre duecento persone, mettendo in dialogo famiglie, comunità e fedi differenti. In occasione di Orsoff 2026 è stata invece presentata l’installazione 'Un nido da chiamare casa', nata da un laboratorio partecipato nell’ambito del Microfestival dell’abitare virtuoso, ideato da En.AIP in collaborazione con Habita Aosta.

Da marzo sono inoltre in corso gruppi di confronto, coordinati con la supervisione dell’associazione Frantz Fanon, per raccogliere le esperienze delle persone straniere e dei proprietari. Il lavoro ha portato alla preparazione di un’intervista rivolta a proprietari e operatori immobiliari, i cui risultati confluiranno in un rapporto che sarà anticipato durante la presentazione del Dossier statistico immigrazione.

La proroga consentirà di rafforzare le collaborazioni con le associazioni di categoria, cercare ulteriori soluzioni abitative e sperimentare una piattaforma digitale per favorire l’incontro tra domanda e offerta anche dopo la conclusione del progetto. Entro la fine del 2026 è prevista inoltre l’attivazione di un servizio di manutenzione ordinaria gratuita, finanziato con le risorse di Habita Aosta, a sostegno di inquilini e proprietari nella gestione degli immobili.

red.laprimalinea.it

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