Un intervento chirurgico affrontato ad appena un mese di vita, le ustioni riportate in sala operatoria e una controversia risarcitoria che non ha ancora trovato una conclusione. Al centro della vicenda c’è un bambino operato il 2 aprile 2022 all’ospedale 'Annunziata' di Cosenza, i cui genitori chiedono un risarcimento adeguato alle conseguenze delle lesioni e alle necessità di assistenza del figlio.
Una vicenda che, pur avvenuta lontano dalla Valle d’Aosta, richiama un tema sentito anche nella nostra regione, quello del percorso che pazienti e familiari devono affrontare quando ritengono di aver subito un danno durante le cure, tra la necessità di accertare le responsabilità, il confronto con le strutture sanitarie e le assicurazioni e l’attesa di un eventuale risarcimento. Un percorso nel quale ai problemi di salute possono aggiungersi spese, incertezze e difficoltà nella gestione della vita quotidiana.
Il piccolo era stato sottoposto a un intervento di erniotomia, riportando ustioni di secondo grado ai glutei e alla parte posteriore delle cosce, con conseguenze permanenti. Sulla vicenda è stata svolta una consulenza tecnica d’ufficio disposta dal Tribunale di Milano; i consulenti hanno ricondotto le ustioni alla condotta del personale medico e paramedico della struttura, individuando un collegamento diretto tra l’attività svolta durante l’intervento e le lesioni subite dal bambino (in foto una parte delle gravi ustioni subìte dal piccolo).
Condanna certa, ma resta aperta la questione del risarcimento, che coinvolge l’azienda ospedaliera e la compagnia AmTrust, indicata come assicuratrice della responsabilità civile della struttura. Nel novembre 2024, prima del deposito della consulenza, sarebbe stata formulata una proposta transattiva che la famiglia ha rifiutato, ritenendola per nulla adeguata all’entità dei danni patiti.
Il legale dei genitori, l’avvocato Francesco Gerace, ha mantenuto la disponibilità a ricercare una soluzione concordata, con l’obiettivo di evitare ulteriori tempi e costi del contenzioso ma nonostante le acclarate conclusioni dei consulenti non è arrivata una nuova proposta risarcitoria.
Accanto alle conseguenze fisiche per il bambino, i genitori segnalano le ripercussioni sulla vita familiare, tra cure, visite, spostamenti e necessità di assistenza, oltre al peso psicologico dell’accaduto. La madre, addirittura, ha dovuto intraprendere un percorso di supporto specialistico. La richiesta della famiglia è che la definizione del risarcimento tenga conto sia dei postumi riportati dal figlio sia delle conseguenze sulla quotidianità dei genitori; resta da capire quali saranno i tempi per giungere a una definizione della controversia tra la famiglia, l’Azienda ospedaliera di Cosenza e AmTrust Assicurazioni, alla luce delle incontrovertibili conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio.




