La fase di siccità estrema è terminata, ma in Valle d’Aosta la disponibilità d’acqua resta ridotta; la Dora Baltea, alla stazione di Tavagnasco, nel torinese, dove vengono misurate le portate in uscita dal territorio valdostano, registra appena 50 metri cubi al secondo, un valore prossimo ai minimi storici. Anche le riserve dei grandi invasi rimangono sotto la media degli ultimi vent’anni, con un riempimento del 56%.
È il quadro che emerge dall’aggiornamento di oggi mercoledì 21 ottobre dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che conferma per l’intero Distretto una severità idrica classificata come “Media con precipitazioni”. Le piogge, dunque, non hanno ancora consentito di superare gli effetti del deficit accumulato nei mesi precedenti.
A pesare è soprattutto il protrarsi di temperature sensibilmente superiori alla media climatologica, un’anomalia che interessa il bacino del Po dal mese di giugno e che, insieme alla distribuzione discontinua delle precipitazioni, continua a limitare il recupero delle risorse idriche superficiali e sotterranee. Secondo l’Osservatorio, le piogge finora registrate sono state mal distribuite sia sul territorio sia nel tempo, con fenomeni prevalentemente temporaleschi.
Per la Valle d’Aosta, i due indicatori restituiscono una situazione che richiede attenzione; da una parte la portata particolarmente bassa della Dora Baltea, dall’altra riserve negli invasi ancora inferiori ai livelli medi del periodo. La fine della fase più acuta della siccità non coincide quindi con il ripristino delle disponibilità d’acqua. Le difficoltà si estendono al resto del Distretto, dove le portate del Po risultano inferiori ai valori medi tipici di ottobre del 58% a Cremona, del 66% a Piacenza e del 68% sul Delta. Restano in sofferenza anche le falde in Piemonte e in Emilia-Romagna, mentre il lago Maggiore, pur in recupero, è al 31% di riempimento.
Nelle prossime ore l’Osservatorio rivaluterà gli indicatori alla luce del passaggio della perturbazione atlantica e delle precipitazioni più recenti. Anche piogge localmente intense, avverte l’Autorità di Bacino, potrebbero tuttavia non essere sufficienti a ricostituire in misura significativa le riserve idriche per la prossima stagione.




