Acconti versati, forniture rimaste in attesa e punti vendita chiusi da tanti mesi. Prende pieghe sempre più brutte la vicenda di Villa dei Fiori, ditta individuale valdostana con sede a Sarre e un negozio in corso Vercelli a Ivrea, alla quale diversi clienti contestano la mancata consegna dei prodotti acquistati. Nei giorni scorsi otto di loro si sono rivolti all’Adoc eporediese, mentre altri hanno scelto di farsi assistere da propri avvocati.
I consumatori seguiti dall’associazione risiedono tra Caravino, Strambino e Romano Canavese e hanno anticipato somme che, in alcuni casi, superano la metà del valore degli ordini. Per cinque di loro gli acconti ammontano complessivamente a oltre 31mila euro; si va dai 3.300 euro pagati per un acquisto da 5.500 ai 12.600 anticipati su una commessa da 21mila euro. Una famiglia, per una fornitura del valore di 17.500 euro, avrebbe versato direttamente 6.500 euro e starebbe nel frattempo sostenendo anche le rate di un finanziamento. Alle richieste di aggiornamento sulle consegne sarebbe talvolta seguita la sollecitazione di ulteriori pagamenti, motivati con la necessità di agevolare l’arrivo della merce già ordinata.
Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno i negozi risultavano già sostanzialmente chiusi al pubblico; avvisi esposti nelle due sedi valdostane e eporediese annunciavano una sospensione temporanea dell’attività e spiegavano che l’impresa stava esaminando, con l’assistenza di consulenti, il possibile ricorso a uno strumento per affrontare la crisi aziendale. I cartelli prospettavano aggiornamenti entro la fine di giugno e invitavano i creditori a evitare iniziative individuali che avrebbero potuto ostacolare il percorso.
Nello stesso mese, una comunicazione inviata da un legale del foro di Aosta aveva chiesto ai clienti di quantificare i rispettivi crediti, nell’ambito delle verifiche sulla possibilità di avviare una composizione negoziata della crisi.
Il successivo aggiornamento, datato 27 luglio e firmato dall’avvocata Manuela Massai e dal consulente finanziario Jean-Claude Favre, avrebbe però segnato l’interruzione di quel tentativo. Nella lettera veniva spiegato che l’orientamento di una parte significativa dei creditori a ottenere il pieno adempimento, anche attraverso azioni giudiziarie, non consentiva di procedere con la soluzione ipotizzata e con il piano di risanamento. L’incarico ai consulenti risultava quindi terminato, mentre all’impresa spettava una nuova valutazione della propria situazione.
Questa seconda comunicazione non sarebbe stata ricevuta da tutti gli interessati e avrebbe lo stesso contenuto di quella destinata ai clienti di Rr Service, operante come Ivrea Serramenti e indicata dalla legale come riconducibile al medesimo titolare.
Resta da chiarire il quadro giudiziario; sul portale del Tribunale di Aosta non risulta ancora una sentenza di apertura della liquidazione giudiziale, ma non è da escludere il possibile deposito di un ricorso ancora in attesa di sviluppi. L’Adoc illustrerà ora agli assistiti le iniziative percorribili, compresa un’azione civile per ottenere la risoluzione dei contratti e la restituzione delle somme. L’associazione invita inoltre gli altri clienti che si trovassero nelle stesse condizioni a prendere contatto con i propri uffici per ricevere informazioni e assistenza.




